Il Villaggio segreto delle Due Porte all’Arenella

Villaggio Due Porte all'Arenella Storie di Naopli Federico Quagliuolo

Il Villaggio Due Porte è un luogo ai più sconosciuto, forse qualcuno lo avrà visto di sfuggita dopo l’apertura del complesso di piscine “Neapolis“.
Oggi non gode della fama di Antignano, ma, duecento anni fa, questo luogo era molto più famoso del villaggio vomerese.

Il “Rione Due Porte” -questo il suo nome antico- si trova dietro Via Domenico Fontana ed è raggiungibile mediante una salita con pendenza del 25% che porta ad uno dei borghi più antichi dei Colli Aminei, nato probabilmente nella notte dei tempi, in quanto le sue origini sono praticamente impossibili da ricostruire con certezza.

Torniamo però indietro di qualche anno.
Anno 1580, Napoli è una colonia spagnola del Vicereame ed il governo della città è in mano al ceto degli avvocati, uomini non necessariamente nobili, ma ricchissimi e dal potere politico quasi illimitato.
Proprio in questi anni iniziano a sorgere le prime villette nobiliari ai Colli Aminei, per passare periodi di vacanza in prati dalla bellezza tale da essere cantata in poemi sin dai tempi dell’antica Roma.
È proprio nel XVI secolo che il “Villaggio Due Porte alla Salute” inizia ad apparire sulle mappe, divenuto famoso perché i due fratelli Della Porta si trasferirono qui, per godere dell'”aria migliore di Napoli“.

L’origine del nome non è scontata: secondo lo storico Pietro Giannone, questo luogo era “per bellezza comparabile a Posillipo“, ma soprattutto si chiamava così perché nella piazza principale del villaggio si trovavano due porte (tutt’ora esistenti, una si scorge nella parte sinistra della foto).
La seconda teoria, sempre secondo Giannone, è che probabilmente il nome potrebbe derivare dal fatto dalla presenza dei “due Della Porta“, due (dei quattro) fratelli filosofi ed alchimisti che si trasferirono qui per passare gli ultimi anni della loro vita. Fra i personaggi storici famosi che vissero qui, Carlo Cattaneo costruì una magnifica villa proprio sulla strada che conduceva al villaggio (che ora, appunto, è stata intitolata a lui).

Il villaggio non è del tutto sopravvissuto allo tsunami di demolizioni e cemento che ha affogato Arenella e Colli Aminei: intorno al 1960 sono stati costruiti palazzoni in posizioni a dir poco impossibili anche lungo la strada che porta a questa piccola piazza, ma molte antiche casette non sono state -fortunatamente- distrutte.

C’è poi una curiosità ulteriore sul nome della strada principale del villaggio: Vico Molo alle Due Porte.  Un nome un po’ insolito per una strada costruita sul versante di una collina: che c’entra un molo? Dove sta il mare?
Lo spiegò Salvatore Di Giacomo in una sua guida del 1900: il panorama mozzafiato, l’aria fresca e la tranquillità del luogo ricordavano esattamente il molo di Mergellina, con la differenza che il Villaggio Due Porte era raggiungibile facilmente da tutti gli abitanti della collina napoletana. Durante l’estate, quindi, le coppie di giovani innamorati passavano le giornate intere lungo questa strada, passeggiando proprio come se fossero stati in riva al mare. Di qui nasce il Molo alle Due Porte. 

-Federico Quagliuolo

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