Le Vele di Scampia, quando il vento rema contro

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Progettate dall’architetto Franz di Salvo, le Vele di Scampia sono state costruite tra gli anni 1972-74 su incarico della Cassa del Mezzogiorno per creare un’area che permettesse l’alloggio a circa 6500 abitanti. Nel progetto originario erano previste anche attrezzature e servizi, aree verdi collegate a percorsi pedonali, giochi per bambini ed una serie di centri scolastici, religiosi, commerciali, culturali e sanitari. Insomma, il tutto per un vero e proprio sviluppo urbano della zona est di Napoli.

Chiamate così per la loro forma triangolare che ricorda quella di una vela dalla base larga che va restringendosi ma mano che si sale ai piani superiori, le Vele sono una tipologia di edificio dall’altezza massima di 45 metri, circa 14 piani, con alloggi che affacciano verso l’interno.

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I problemi relativi alle Vele cominciano nel maggio degli anni ‘80 quando il Comune di Napoli, pressato da una forte spinta sociale, assegnò una gran parte di alloggi privi dei necessari collegamenti a servizi pubblici. Dopo il terremoto dello stesso anno, si verificò un’ondata di occupazioni abusive come anche nell’82 fino ad esaurimento di alloggi. Nell’area circostante poi non è stata realizzata nessuna delle infrastrutture di comune interesse tranne la caserma dei carabinieri, così come è mancata e manca qualsiasi forma di manutenzione di questi edifici in cui abnorme è il sovraffollamento degli alloggi.

Dal 1997 ad oggi sono state abbattute due delle sette strutture iniziali(tutte contrassegnate dalle lettere A-B-C-D-F-G-H)

L’idea di Di Salvo nella progettazione delle Vele era quella di evocare immagini di una Napoli storica: gli edifici a gradinate dovevano riproporre le colline “artificiali” rivisitando l’idea della città antica stratificata, i collegamenti e i ballatoi tra i blocchi richiamavano la memoria del vicolo di Napoli con i giochi di luce e ombra.

Un intervento analogo alle Vele è il complesso turistico e residenziale in Francia che il governo ha voluto realizzare alla fine degli anni ‘80. Si tratta delle vele di Villeneuve-Loubet, sulla costa Azzurra, un insieme di quattro edifici dalla forma più ondeggiante e bitorzoluta delle Vele di Scampia, che raccolgono un totale di 1500 appartamenti tutti con affaccio sul mare.

Io le Vele, così silenziose eppure tanto rumorose, le ho visitate e nonostante le mura scrostate, le pozzanghere, gli ascensori non funzionanti, i fili elettrici penzolanti e l’umido di quella terra, ho visto che c’è chi si salva da quella realtà e ha voglia di salvare gli altri.

Perchè Scampia non è solo Gomorra.

-Mariagiovanna Guillaro

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