Come nacquero i quartieri Spagnoli?

Quartieri spagnoli

Napoli, via Toledo. Sono numerosi i vicoli che si intersecano al vialone principale. Sembra che gli abitanti vogliano nascondersi dal caos abitudinario provocato dai turisti che ogni giorno percorrono il centro storico napoletano. Non è quello che avviene nei quartieri spagnoli. Entrando lì si ha la sensazione di entrare in un’ altra città, non più Napoli. Artigiani, negozietti e piccole botteghe condotte a livello familiare, questo è il clima che si respira in quei quartieri.

Fu il viceré Don Pedro di Toledo a volere la fondazione dei quartieri verso il 1536, per far alloggiare i soldati che avevano il compito di reprimere l’ animo rivoluzionario partenopeo. Grazie a Don Pedro furono costruite molte strade al fine di collegare Napoli con le regioni adiacenti e dato l’ enorme sviluppo demografico, dovette migliorare notevolmente le strutture cittadine; proprio in questo periodo fu costruita via Toledo.
L’enorme stradone oscurò talmente tanto i quartieri spagnoli che divennero simbolo negativo della città. Iniziò a diffondersi la criminalità. Bande di giovani armati organizzavano furti e malefatte contro gli abitanti della città, che iniziarono ad aver paura ed evitare le zone adiacenti ai quartieri.

Ma il tempo è passato, le voci che giravano su di essi si sono affievolite sempre più, anche grazie all’attenzione dell’amministrazione comunale, ed oggi sono luogo di interesse per chi vuole visitare il ventre di Napoli non solo con occhi da turista.
-Valerio Iovane

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