Il cimitero delle fontanelle: dove la solitudine non si avverte
Mag13

Il cimitero delle fontanelle: dove la solitudine non si avverte

La leggerezza dello spazio ampio e delle alte volte dell’ingresso, la pesantezza del tufo che circonda ogni cosa. La pesantezza del silenzio di chi abita quel luogo, la leggerezza di una bambola di porcellana, posata accanto al piccolo scheletro di un bambino. Pesantezza e leggerezza, vita e morte chiuse in un unico spazio: il cimitero delle fontanelle o, in napoletano, ‘O campusanto d’ ‘e Funtanelle. L’antica...

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La carta di Amalfi
Mag08

La carta di Amalfi

Breve storia della carta Siamo in Cina, è il 105 d.C. e un ufficiale della corte imperiale, un tale Ts’ai Lun, descrive per la prima volta la tecnica di produzione di uno dei materiali più usati al mondo: la carta. I più antichi fogli di carta a noi conosciuti risalgono però ad un periodo ancora più antico. Sempre in Cina infatti ne sono stati ritrovati a centinaia in tombe di funzionari imperiali risalenti al II secolo a.C. Se già...

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Da Petrosinella a Raperonzolo
Feb10

Da Petrosinella a Raperonzolo

Quello della fiaba è un mondo incantato, un mondo in cui lasciarsi cadere con mente leggera e curiosa, in cui entrare a passi piccoli, piccoli come quelli di un bambino. Si tratta di farsi condurre ad occhi chiusi dall’imprevedibilità dell’immaginazione, dalla bellezza della fantasia. Sono le fiabe a nutrire per prime la nostra memoria, ad accompagnarci fin da piccoli con la loro magica mano. Un volta diventati grandi, continuano a...

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Tirinella: la Francesca da Rimini partenopea
Dic22

Tirinella: la Francesca da Rimini partenopea

Benedetto Croce nel suo “Storie e leggende napoletane” riporta in traduzione italiana una lettera, originariamente in latino, dell’umanista siciliano Giovanni Aurispa, scritta nel 1425. Tema centrale della lettera è la storia di un amore sbocciato a Napoli tra due giovani: la nobile ragazza napoletana Tirinella ed il mercante fiorentino Alvise. Il motivo della lettera L’occasione in cui questa lettera fu scritta è abbastanza...

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Tommaso Campanella: l’illusione della giustizia scontata nelle celle del Maschio Angioino
Nov18

Tommaso Campanella: l’illusione della giustizia scontata nelle celle del Maschio Angioino

«Giovane con barba nera, vestito di abiti civili, con cappello nero, casacca nera, calzoni di cuoio e mantello di lana». Una descrizione semplice, insignificante, quella fatta per il riconoscimento dell’accusato Tommaso Campanella, il 23 Novembre 1599, a Napoli, nelle celle del Maschio Angioino. Tommaso Campanella aveva però ben poco di semplice, ben poco di normale. Frate domenicano, di origini calabresi, si era formato in un periodo...

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