“Il Figlio Velato”di Jago, da New York a Napoli

“Il Figlio Velato”di Jago, da New York a Napoli

Fu il capolavoro del Sanmartino Il Cristo Velato ad ispirare Il Figlio Velato la
scultura di Jacopo Cardillo, in arte Jago.
Siamo nella Basilica di San Severo al Rione Sanità di fronte a una scultura in cui sotto il velo di marmo non si intravede il volto di Cristo ma la sagoma di bambino.

Il Figlio Velato riprende volutamente il termine “velato” e l’effetto compositivo del Cristo ma con un significato del tutto nuovo.
Un’opera impegnativa ed ambiziosa al punto che il giovane artista dovette trasferirsi a New York così da ottenere i mezzi per realizzarla. Infine, tornato a Napoli ha voluto donarla al pubblico. Per farlo ha avuto, però, bisogno di un sostegno. Jago ha infatti richiesto delle offerte con l’obiettivo di raggiungere la quota complessiva di 100.000 euro ed evitare di vendere così la sua scultura ad un privato.
“La donazione minima è soltanto dieci euro, come un pacchetto di sigarette, solo che non se ne va in fumo ma rimane per sempre”
Così afferma in un video che ha postato sui suoi social.
I nomi di tutti coloro che lo avrebbero dato un contributo economico in questa impresa sarebbero comparsi sulla scultura.
Il figlio Velato è diventato così un’opera d’arte collettiva, sulla lastra sono incise come promesso, le firme di coloro che lo hanno reso possibile.


Inaugurato il 21 dicembre 2019, è esposto alla Cappella dei Bianchi presso la Basilica di San Severo fuori le mura. La locazione sembra (per omonomia dei due luoghi) un ulteriore richiamo Cristo Velato custodito, invece, alla Cappella Sansevero nel Centro Storico.
Se però, il significato dell’opera del Sanmartino è puramente religioso quello del figlio velato è differente.
Il bambino disteso coperto interamente da un velo è probabilmente senza vita e rappresenta tutte le giovani vittime innocenti del nostro tempo. Senza accenno di violenza o crudeltà, Jago vuole mostrare il risultato di guerre e stermini in corso. È la dolce e cruda rappresentazione di una realtà spietata ed attuale, spesso sottovalutata, ma che necessita di essere mostrata.
Nei suoi video Jago spiega:
“Questo è il figlio velato, un bambino simbolo di un’enorme sofferenza, ma anche una speranza perché tutto ciò non si ripeta. La verità è che l’arte non potrà cambiare gli eventi, non potrà fermare le atrocità, ma può schierarsi dalla parte della bellezza, può evocare una fratellanza”

Laura d’Avossa

fotografie dalla pagine ufficiali Instagram e Facebook d Jago

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