Spica: la gelateria di Gianturco che creò il Cornetto Algida

La gelateria Spica di via Gianturco è la patria del cornetto Algida. Il gelato fu inventato nel 1959 e commercializzato nel 1961.

Pizza, Genovese, Ragù, Scarpariello e pasta e patate. Napoli è un susseguirsi di ricette che hanno cambiato il mondo, che hanno fatto la fortuna della cucina made in Italy. Ma molti si dimenticano (o forse semplicemente non lo sanno) che qui, precisamente a Gianturco, fu inventato anche il gelato più famoso del pianeta: il mitico Cornetto Algida. Le sue caratteristiche sono ormai celebri: la granella di noccioline sopra un cremoso cuore di panna, ricoperto dalla cialda. E poi quella punta di cioccolato che ci emoziona e che spesso vorremmo che non finisse mai.

Diventato l’icona del gelato industriale, marchio principe del gelato da passeggio, è un successo globale legato alla qualità delle materie prime certificate di alta qualità, a partire dal latte fresco 100% italiano e dalle nocciole, anch’esse tutte italiane. E da un equilibrio tra i diversi ingredienti, riconosciuto dai consumatori di ogni età e latitudine. Il Cornetto Algida è oggi il gelato più consumato e venduto e la sua nascita si deve alla Gelateria Spica, con sede in via Gianturco, non lontana dalla Stazione Centrale. “L’invenzione – si legge sulla Treccani – consiste in uno strato di olio, zucchero e cioccolato che isoli la cialda dal gelato, permettendole di non ammorbidirsi eccessivamente al contatto con esso”. Inaugurata nel 1953, la Spica si distinse ben presto nel panorama delle pionieristiche industrie gelataie e, nel 1959, trovò il modo di isolare il “contenitore” dal suo contenuto, onde evitare che il congelamento rendesse fradicio il cono.

E infatti fu proprio nel 1959 che il gelataio Spica, negli storici stabilimenti di sua proprietà, ebbe la rivoluzionaria idea di ricoprire l’interno del cono con una miscela di olio, zucchero e cioccolato per far sì che il gelato non entrasse in contatto con la cialda e la mantenesse asciutta e croccante. La sua commercializzazione iniziò dopo due anni, nel 1961, dopo aver sperimentato le migliori soluzioni per la presentazione e il design del gelato. Spica scelse di chiamare questo gelato “cornetto” per autoaugurarsi il meglio dalle vendite e scacciare così le malelingue che lo circondavano.

Purtroppo, però – e qui torniamo alla dura realtà – il Cornetto non ebbe il giusto successo commerciale e, nel 1976, Spica fu costretto a cedere il marchio alla Unilever, vendendo il Cornetto in ogni angolo del pianeta. La multinazionale anglo olandese, che otto anni prima aveva comprato Algida, decise di investire forte sul prodotto napoletano per esportarlo su scala mondiale: in pochi anni divenne il gelato più famoso del mondo della multinazionale, scavalcando il gustoso “cremino”. Una storia che a Napoli si ripete spesso, dalla storica Voiello, all’Alfa Romeo, passando per il provolone Auricchio che ha permesso ai padani di ottenere il marchio DOP per il cosiddetto “provolone valpadano”.

Curioso pensare che fino alla metà del ‘900 i padani non sapevano manco cosa fosse il provolone, mentre in Campania si produceva (e si produce!) da secoli. Ma questa è un’altra storia.

Torniamo al Cornetto. L’Algida, dopo aver chiuso gli stabilimenti di Latina e Cagliari, ha mantenuto il solo polo industriale italiano a Caivano, in provincia di Napoli, dove ogni giorno vengono impacchettati oltre un milione di cornetti: il 60% resta in Italia, il resto è destinato all’export, soprattutto in inverno, quando lungo la penisola le vendite crollano. Segno che, per quanto tentino di dire: Neapolitans do it better.

Tags from the story
, , , ,
More from Francesco Li Volti

Maria Marì: la prima canzone mai incisa su disco in Italia

A Napoli fu incisa la prima canzone mai ascoltata in Italia. Si...
Read More