Alessandro Lala, il padre delle scuole serali italiane

A Alessandro Lala si deve l'istituzione della Scuola Popolare, della refezione scolastica, della scuola serale, delle lingue e del disegno alle elemenatari...

Nei pressi di viale Augusto c’è Largo Alessandro Lala, una piccola piazzetta sulla destra, appena usciti dalla grotta di Fuorigrotta. Proprio in questo quartiere anticamente c’erano tantissime case popolari e Alessandro Lala fu una figura fondamentale per lo sviluppo della cultura in questa zona. Ma chi era Alessandro Lala?

Nato l’8 giugno del 1857, Alessandro a soli 18 anni ottenne la sua prima cattedra d’insegnamento, mentre ancora doveva terminare i suoi studi. Nel 1902 divenne il primo direttore della scuola Giacomo Leopardi e nel 1918 fu promosso ispettore scolastico. Negli anni ’20 la Leopardi era l’unica scuola di Fuorigrotta: la sua presenza, la sua tradizione educativa risale agli albori del secolo quando Fuorigrotta era poco più di un borgo aggregato alla città di Napoli.
Questo complesso scolastico fu costruito e regolato sui modelli europei più moderni e all’avanguardia per quegli anni: nel 1928 disponeva di 40 aule spaziose e luminose, con annessi l’ambulatorio medico, le sale per la terapia, le palestre, la biblioteca (ricca di libri), l’aula di scienze, il refettorio, la cucina, il cinema. Essa era all’epoca la scuola pilota di Napoli. A dare il maggiore contributo allo splendore della scuola, sino a portarla a scuola modello fu il compianto direttore Alessandro Lala, la cui famiglia contribuì notevolmente all’arricchimento della biblioteca scolastica lasciando alla sua morte gran parte dei libri.

Nel 1923, al termine della sua missione educativa di attuare con la sua intuizione ed illuminata versatilità gli orientamenti pedagogici dettati dalla riforma Gentile, Lala ricoprì il ruolo di direttore generale delle Scuole Popolari di Napoli. A lui infatti si deve l’istituzione oltre che della Scuola Popolare, della refezione scolastica ma anche della scuola serale, per garantire ai lavoratori la possibilità di imparare a leggere e scrivere poiché in quegli anni Napoli contava mezzo milione di abitanti e meno di un decimo aveva fatto le scuole elementari e solo uno studente ogni 50 proseguiva negli studi. Questi tre pilastri diventarono in poco tempo un fiore all’occhiello per l’istruzione italiana, visto che nel resto d’Europa scarseggiavano idee rivoluzionarie come queste. Ma non solo; è grazie al lavoro incessante di Alessandro Lala che nella scuola primaria furono introdotti l’insegnamento del disegno e delle lingue straniere.

Piccola chicca: nel 1900 Napoli ricevette la medaglia d’oro per l’istruzione durante l’Expo di Parigi, proprio per i lavori di Lala.

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