Il raggio verde di Ischia, realtà o illusione?

Il raggio verde di Ischia, realtà o illusione?

Il sole è appena calato a Forio di Ischia quando un inaspettato bagliore verde si innalza all’orizzonte. L’immediata fotografia di Andrej Nikolaevich cattura l’immagine, affasciante visione per chi passa di qui solo per caso e per gli attenti studiosi della volta celeste.

È un fenomeno atmosferico poco comune, visibile per pochi secondi, subito prima dell’alba o dopo il tramonto.
Gli ischitani dicono che sia di buon auspicio per i fortunati osservatori, ma data la rarità dell’avvenimento alcuni persino non credono alla sua esistenza, ritenendo che sia una leggenda o una mera illusione ottica.
Eppure la luce verde è stata osservata in tutto il mondo sin dagli antichi che andavano alla disperata ricerca di una spiegazione.
Gli Egizi pensavano che il sole una volta sparito si tingesse di verde e i suoi raggi si potessero ancora vedere prima del calar della notte.
Il chiarimento scientifico arrivò solo nel Novecento: il misterioso raggio verde non è altro che manifestazione dei fenomeni della rifrazione e della dispersione, visibile solo quando il cielo è molto nitido e in assenza di foschia. Quando i raggi solari attraversano uno strato atmosferico in cui l’aria è più densa variano la loro direzione di propagazione e si scompongono nei loro colori.
Alcune particelle presenti nell’aria, come l’ossigeno, l’ozono e il vapore acqueo assorbono i colori caldi come il rosso e l’arancio, rendendone visibili altri: il verde e, talvolta, l’indaco. Sono queste le circostanze in cui si può assistere al particolare fenomeno, non solo a Ischia ma anche in altri posti del mondo, come i Caraibi e il Madagascar .
Nonostante il mistero svelato il raggio verde continuò ad affascinare generazioni: apparve anche in campo cinematografico restando legato alle suggestioni e alla sfera del sovrannaturale. In Pirati dei Caraibi-Ai confini del mondo i personaggi parlano di un “Verde baleno”,
«Oltre il limite…ancora più in là…l’alba cala…verde baleno» Esclama Joshamee Gibbs riferendosi un lampo verde che appare al tramonto e collega il mondo dei vivi a quello dei morti.                                              Divenne anche protagonista il film di Éric Rohmer (1986), tratto dall’ominimo romanzo di Joules Verne “Il raggio verde” (1882)
«Se c’è del verde in Paradiso, sicuramente è quel verde, il vero colore della Speranza»
Lo scrittore francese si ispirò a una leggenda scozzese ben più antica della pubblicazione del suo scritto. Secondo questa credenza popolare, ovunque ci si trovi, osservando il raggio è possibile guardare nel proprio cuore e in quello degli altri.

Laura d’Avossa

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