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Filangieri, colui che ispirò Franklin e la Costituzione americana

Gaetano Filangieri nacque a Cercola il 17 agosto del 1752, terzogenito del
principe di Arianello, e di Marianna Montalto dei duchi di Fragnito. I suoi genitori erano intransigenti negli studi e quando gli fu assegnato un precettore, descrissero il piccolo Gaetano come “che poco o nulla curato si fosse di lui, poiché dimostrava sì poca inclinazione alle lettere, che altra speranza non rimanea che di consegnarlo a Marte” (L. Giustiniani, Memorie storiche del cavalier Gaetano Filangieri, in G. Filangieri, La scienza della legislazione, 1789 [ma 1799]).

Ma Gaetano Filangieri impressionò il suo insegnante, tale Luca Nicola De Luca, sin da subito con la geometria e la passione per la legge.
A 17 anni decise di abbandonare la carriera militare a cui era stato destinato fin da fanciullo, per dedicarsi maggiormente agli studi. Si laureò in legge nel 1774, a Napoli. Tre anni dopo, a seguito della carica di gentiluomo di camera presso il re Ferdinando IV di Borbone, si dedicò al progetto della riforma di giustizia e divenne ufficiale volontario di marina.

Da sempre contrario alle tesi di Beccaria contro la pena di morte, nella sua prima opera pubblicata sotto il nome di Morale de’Legislatori, affermò che ”
nello stato di natura ciascuno ha il diritto di togliere la vita a tutti per proteggere la propria ingiustamente minacciata”.

La Scienza della Legislazione è certamente la sua opera più importante: fu tradotta in 28 in lingue straniere e si contarono 40 edizioni italiane. Fu grazie a questa opera innovativa, moderna in materia di filosofia del diritto e teoria della giurisprudenza, che entrò in contatto con Benajamin Franklin. Pur non essendosi mai incontrati fisicamente, Filangieri fu contattato in maniera epistolare da Franklin quando quest’ultimo gli inviò in dono una copia della Costituzione dei tredici stati dell’epoca, per l’ammirazione che provava nei suoi confronti. Franklin si trovava a Parigi, per accreditare la nuova nazione americana presso le corti europee, dopo aver redatto la celebre Dichiarazione di Indipendenza. Il loro tramite fu Luigi Pio, un giovane segretario di legazione della Rappresentanza del Regno delle Due Sicilie a Parigi, che ricevette l’incarico diplomatico presso la stessa Corte.

Fu allora che Filangieri gli sottopose parte della sua opera La Scienza della Legislazione; con i suoi scritti influenzò enormemente il pensiero di Franklin. Dal loro intenso carteggio appare evidente l’ambizioso progetto politico a cui il filosofo e giurista  napoletano offriva il suo aiuto per la costruzione di un assetto istituzionale che fosse realmente fautore della felicità dei cittadini. Lo spirito di libertà e di tolleranza che stava prendendo il sopravvento al punto di far riflettere sulla politica dell’Europa illuminista, che era ostacolata dai vincoli del feudalesimo e delle monarchie restie ad ogni riforma, vedeva nei Tredici Stati Uniti d’America come il  luogo ideale nel quale avrebbero potuto essere applicati seriamente  i nuovi principi, senza incontrare resistenza. Infatti è noto come Filangieri auspicasse di trasferirsi a Philadelphia per la costruzione di uno Stato nuovo, al quale intendeva dare il suo contributo.

L’ultima lettera, datata 14 ottobre del 1787, fu inviata da Franklin alcuni giorni dopo il lancio della Costituzione Americana. Filangieri la ricevette poco prima della sua morte, avvenuta a Vico Equense il 21 luglio 1788. Un gran caffé parigino, celebre ritrovo degli intellettuali settecenteschi, Le Procope, rimasto ancora oggi come allora, con una targa ricorda questa bella storia.

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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