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I quattro papi di origine napoletana

Vi siete mai chiesti quanti e quali siano i papi nati a Napoli e che hanno fatto carriera tra le mura del Vaticano? Noi di Storie di Napoli si e abbiamo scoperto qualcosa di davvero incredibile. I papi napoletani sono ben 4 e ognuno di loro ha avuto un grosso peso nell’evoluzione della Chiesa.

Come dicevamo, tra i 266 papi che si sono succeduti nel corso dei secoli, quattro sono di origine napoletana. Il primo Papa napoletano fu Bonifacio V. Egli fu il sessantanovesimo Papa eletto in ordine cronologico e governò la Chiesa dal 619 al 625. Viene descritto nel Liber Pontificalis come “il più mite degli uomini”. Papa Bonifacio V passò alla storia per il suo impegno nel cristianizzare l’Inghilterra ed il popolo dei Vichinghi. Esistono infatti alcune lettere conservate a Canterbury scritte da lui stesso per esortare il vescovo di Canterbury ad avviare un’opera di conversione all’interno del territorio inglese.

Bartolomeo Prignano è il secondo Papa di origine napoletano. A dirla tutta non nacque a Napoli ma ad Itri, in provincia di Latina, che al tempo faceva parte del Regno di Napoli. L’8 aprile 1378 fu eletto Papa Urbano VI all’unanimità, divenendo il duecentoduesimo Papa della storia e governando dal 1378 al 1389, soddisfacendo le richieste dei romani, che chiedevano un Papa italiano. Il suo pontificato vide moltissime trasformazioni: fu il primo Papa della storia a non concedere privilegi ai cardinali, i quali si riunirono a Fondi per eleggere un antipapa, Clemente VII, dando così origine al grande Scisma d’Occidente durato quaranta anni. Questo Papa non attirò molte simpatie e infatti tutti coloro che lo avevano eletto lo descrivevano come “privo di conoscenza”; per questa ragione durante il suo mandato elesse ben 42 cardinali.

Il terzo dei papi napoletani fu Bonifacio IX. Successore di Papa Urbano VI fu il duecentotreesimo Papa. Proveniente da una famiglia baronale impoverita, questo Papa dominò la Chiesa Cristiana dal 1389 al 1404. Ladislao di Napoli fu il primo a giurare la sua obbedienza, favore che venne ricambiato da Bonifacio IX che lo nominò re di Napoli, scomunicando e deponendo il suo predecessore, Luigi II d’Angiò, nominato re, neanche a dirlo, proprio dall’antipapa Clemente VII. Gli espedienti politici, le guerre e le tentate congiure ordite nei suoi confronti distolsero il pontefice dal cammino di fede e grazia che dovrebbero contraddistinguere ogni papato. L’attaccamento per il denaro, che lo stesso Papa utilizzava, oltre che per sostenere economicamente genitori, fratelli e nipoti, per accaparrarsi i favori dei regnanti Europei, si rivelò un convincente strumento di corruzione. La curia aveva ormai perso ogni forma di dignità e moralità e quando i monaci francescani tentarono con l’esempio e con la parola di richiamare la chiesa ai dettami del Vangelo, egli prestò orecchio all’istigazione interessata dei seguaci di San Domenico e perseguitò con ogni arma e ferocia gli umili fraticelli, che si videro costretti a rifugiarsi sui monti e nelle caverne. È evidente che Bonifacio fu più guerriero che Papa. Dopo aver assoggettato Roma alla sua podestà, durante il pontificato di 15 anni, la tenne in freno col supplizio di quanti avevano tentato di scuotere il suo Impero. Alla sua morte il popolo romano insorse al grido di Libertà!

Il quarto Papa di origine napoletana è Gian Pietro Carafa ossia Papa Paolo IV. Nato a Sant’Angelo a Scala o a Capriglia, in provincia di Avellino, da Giovanni Antonio dei conti Carafa della Stadera, una delle più nobili famiglie del Regno di Napoli, si trasferì da giovanissimo insieme alla sua famiglia nel capoluogo campano. Ereditò nel 1505 il vescovado di Chieti da suo zio Oliviero e partecipò alla riforma della Curia Romana per volere di Papa Paolo III. Insieme a Gaetano di Thiene fondò nel 1524 l’ordine dei Chierici regolari, più comunemente detto dei Teatini (dal nome latino della città di Chieti). Fu eletto Papa dal 1555 al 1559 e fu il 223º Papa della Chiesa cattolica. Dal carattere impulsivo ed ostinato, è indiscutibilmente da considerarsi il “padre” del Sant’Uffizio, la “nuova” Inquisizione che egli condusse sin dal 1542 dopo averne caldamente perorato l’istituzione con Paolo III e nel 1559 pubblicò il primo Indice dei libri proibiti. Il papato di Paolo IV fu contrassegnato anche da una terribile guerra che egli condusse contro gli Spagnoli, la quale si concluse con la sconfitta del Vaticano. Il popolo romano, alla sua morte, avvenuta il 18 agosto 1559, insorse, devastò il palazzo dell’Inquisizione e deturpò la sua statua. Il successore Pio IV, appena insediatosi, sottopose a processo e condannò a morte Carlo e Giovanni Carafa, i due nipoti di Papa Paolo IV eletti cardinali, ma che provocarono soltanto dei vergognosi scandali.

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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