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Il Chiostro di Santa Maria trasformato nel Cinema Aurora

Il Chiostro di Santa Maria trasformato nel Cinema Aurora

Il Fondo Demanio e Patrimonio. Aspetti inediti dai disegni del Quartiere Avvocata

La Chiesa intitolata a Santa Maria di Caravaggio. Cenni storici

I padri Scolopi entrarono a Napoli al principio del XVIII secolo, alloggiando presso la Duchesca, dove fondarono un istituto per educare i figli dei poveri nelle lettere e nelle virtù cristiane. A quel tempo all’interno del borgo si rilevava una mancanza di scuole. Felice Pignella offrì agli Scolopi la chiesa di Santa Maria di Caravaggio, in principio di dimensioni ridotte ed intitolata a Santa Maria della Natività[1].

Nel 1627 la chiesa fu dedicata a Santa Maria di Caravaggio, poiché i nuovi arrivati vi conservarono all’interno una tavola dipinta da Michelangelo da Caravaggio. Tra gli Scolopi che abitarono nei nuovi alloggi, c’era il dottor Giuseppe Calasanzio, le cui eminenti virtù lo condussero alla santificazione. Con Giuseppe Calasanzio la chiesa ritornò al suo nome originario, Santa Maria della Natività[2].

Circa novanta anni dopo, quei religiosi ampliarono la chiesa, su disegno di Giovan Battista Nauclerio, regio ingegnere e nel 1756 fu nuovamente benedetta.

 

Il Cinema Aurora. Dettagli da un documento

ONOREVOLE COMMISSIONE PROVINCIALE DI NAPOLI

«Il sottoscritto sindaco di Napoli nella sua qualità, appella la decisione emessa il 3/2/967 e notificazione al circolo dipendenti comunali il 2 maggio successivo della Commissione distrettuale in merito al ricorso avverso l’accertamento del reddito attribuito per l’esercizio finanziario 1958- 59 ai locali del Cinema aurora per i seguenti motivi:

 

«Il sottoscritto sindaco di Napoli nella sua qualità, appella la decisione emessa il 3/2/967 e notificazione al circolo dipendenti comunali il 2 maggio successivo della Commissione distrettuale in merito al ricorso avverso l’accertamento del reddito attribuito per l’esercizio finanziario 1958- 59 ai locali del Cinema aurora per i seguenti motivi:

 

  1. i locali sono di proprietà del Comune di Napoli in quanto il complesso del Cinema Aurora è stato ottenuto con la trasformazione del chiostro dalla parte dell’ex convento di Santa Maria di Caravaggio pervenuta ad esso Comune in forza della legge del 7 luglio 1866 n°3036 giusta a verbale di cessione e consegna del Demanio (Fondo culti) il 24 settembre 1867.

Né vi è stato alcun trasferimento di proprietà e fondi del Circolo Dipendenti comunali che ne è soltanto concessionario

 

  1. l’intero complesso dei locali ex conventuali comprendenti quelli del Cinema aurora prima che i registri del catasto urbano fossero distrutti per eventi bellici, erano annotati alla partita 350 Comune di Napoli Piazza Dante 6/93 casa per uso del Municipio

 

  1. ai sensi e per gli effetti del R. D. L. 13 aprile 1939 n°652 riguardante l’aggiornamento del Catasto urbano, il Comune presentò la dichiarazione di proprietà quale unità a se del Cinema aurora sull’apposito modulo, indicando l’uso “cinematografo” possesso donazione e costruzione

 

  1. il Comune quale proprietario non ha mancato d’includere nelle denunzie Vanoni presentate negli anni 1951- 55 il fabbricato di Piazza Dante di cui il Cinema è parte, indicando il complessivo reddito loro

 

  1. soltanto nelle denunzie Vanoni presentate per l’anno 1956 e successive, fino al 1960, il fabbricato venne scisso ai soli fini del reddito in 3 gruppi e per quello riguardante il Cinema aurora pur dichiarando il relativo lordo di lire 127.500 non si determinò e non si conteggiò nell’importo totale dei redditi medesimi quello netto in quanto non si ritennero il locali per la loro destinazione ad uso industriale assoggettabili a tributo fondiario

[1] C. Celano, Notizie del bello, dell’antico e del curioso della città di Napoli, con aggiunzioni di G. B. Chiarini, vol. 6, Napoli 1856-57.

[2] Napoli sacra,Guida alle chiese della città, VI itinerario, a cura di G. Cautela, L. di Mauro, R. Ruotolo, Napoli 1993-1997, pp. 643- 645.

Author: I lettori di Storie di Napoli

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