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Buffalo Bill beffato dagli scugnizzi a Napoli

William Frederick Cody, meglio conosciuto come Buffalo Bill, è certamente una delle figure leggendarie più celebri del vecchio West. I suoi folti baffi e i lunghi capelli biondi, lo hanno reso una vera e propria icona del mondo dei cowboys

Buffalo Bill raggiunse la fama internazionale dopo che si distinse in alcune battaglie contro i nativi americani; luoghi comuni e miti sulla sua persona erano sulla bocca di tutti. Ma in pochi ricordano che la sua carriera iniziò come pony express postale in sella al suo cavallo Bringham Young e solo successivamente decise di dedicarsi alla sua grande passione: la caccia ai bisonti ( si dice che ne abbia ammazzati più di 400). Buffalo Bill divenne un eroe nazionale quando, nel 1876, dopo uno scontro corpo a corpo con il capo indiano Mano Gialla, lo uccise ed esclamò: “Ecco il primo scalpo per Custer!”- per vendicare il famoso generale che perse la vita nella sanguinosa battaglia di Little Big Horn.

Terminata la guerra contro i pellerossa, il colonnello Cody decise di diventare un impresario teatrale e mostrare la ferocia e la crudezza di queste battaglie americane a tutto il mondo. Così Buffalo Bill inventò il Wild West Show, che debuttò con il nome di Rocky Mountain and Prairie Exhibition, il 17 maggio 1883 a Omaha, in Nebraska. Facevano parte della compagnia teatrale i veri pellerossa (tra cui Toro Seduto ed Alce Nera), un centinaio di cowboys, la leggendaria Calamity Jane, la prima donna pistolera la cui vita fu da ispirazione per il film “Non sparare, baciami!” con Doris Day, bisonti e tanti altri animali. Buffalo Bill metteva in scena anche la rievocazione della battaglia di Little Big Horn, per commemorare il generale più famoso d’America.

Si dovrà aspettare il 1887 per vedere Buffalo Bill e la sua stramba compagnia in Europa. Nel 1887 giunse a Londra, per il giubileo della Regina Vittoria, e nel 1889 in Francia in occasione dell’Expo di Parigi. Due anni più tardi l’eroe americano decise di tornare in Europa e fu invitato insieme alla sua compagnia in Vaticano, per partecipare alla celebrazione del decimo anniversario dell’incoronazione di Papa Leone XIII. Ma, prima di giungere nella Capitale, William Cody fece tappa a Napoli e il 26 gennaio 1890 sbarcò all’ombra del Vesuvio.

Il Corriere di Napoli in data 30-31 gennaio 1890 così annunciava ai partenopei l’arrivo di William Frederick Cody, in arte Buffalo Bill, nel capoluogo campano:

 

«La compagnia americana Buffalo Bill’s Wild West ha cominciato un corso di rappresentazioni al Corso Meridionale al Rione Vasto alla Ferrovia da lunedì 27 Gennaio alle ore 2,30 pom. La suddetta Compagnia si compone di 100 Indiani, 100 tiratori, cacciatori, cowboys e cavallerizzi. 200 animali; bufali selvaggi, cavalli, muli, ecc. comandati dal Col. W.F. Cody “Buffalo Bill”».

 

Buffalo Bill e la sua compagnia allestirono il loro anfiteatro in zona Stazione, precisamente in corso Meridionale. I prezzi delle tribune andavano da 1 a 5 lire e la curiosità del pubblico fu evidente dal primo momento. In tanti accorsero per vedere i mitici pistoleri americani ed i pellerossa, arrivati da un mondo (per ora) solo immaginato. Il debutto di Buffalo Bill a Napoli fu un vero successo, quasi seimila persone paganti, tanto è vero che Matilde Serao scrisse, con lo pseudonimo di Gibus:

 

 

«La tribuna da cinque lire è stata subito piena e coloro che sono giunti in ritardo, hanno dovuto occupare le tribune da tre e da due lire; e non vi era un sol posto libero in quel grandissimo anfiteatro»

 

 

Il Wild West Show doveva essere replicato fino all’11 febbraio del 1890, ma più i giorni trascorrevano e più l’interesse dei cittadini napoletani andava scemando. In più, qualche scugnizzo della zona stampò duemila biglietti falsi che furono venduti interamente alla popolazione e Buffalo Bill ci avrebbe rimesso di tasca sua gli stipendi dei suoi figuranti. Per questa ragione decise di spostare lo spettacolo da corso Meridionale a San Giovanni a Teduccio, pubblicizzando l’evento con cartelloni pubblicitari e acquistando una pagina intera de “Il Mattino”, mentre i suoi pellirosse in groppa a focosi destrieri si sparpagliarono per la città fino a via Caracciolo a promuovevano l’evento.

Ma non si fermò a questo: Buffalo Bill lanciò una sfida ai napoletani. Pregò chiunque possedeva un cavallo di portare quello più indomabile, così da poterci salire sopra e mostrare a tutti il suo talento. Gli scugnizzi che giunsero all’anfiteatro di San Giovanni a Teduccio vollero però dare una lezione al cowboy americano, decisamente uno sbruffone ai loro occhi. Un gruppo di giovani scugnizzi portò a Buffalo Bill un quadrupede imbizzarrito a causa di una grande quantità di pepe nel sedere; il colonnello Cody non riuscì a domare l’animale e per questo decise di andarsene immediatamente da Napoli.

Dopo la tappa di Roma, Buffalo Bill tornò in Italia direttamente nel 1906, questa volta senza passare per Napoli. Questa fu la prima e unica volta che Buffalo Bill mise piede nel capoluogo campano.

Una piccola curiosità: Buffalo Bill aveva intenzione di andare a visitare il Vesuvio, ma ogni qualvolta si decideva ad arrivare fino alla vetta, si abbattevano dei terribili temporali su Napoli. Il povero colonnello baffuto fece le valigie senza neanche poter ammirare il vulcano più famoso del mondo.

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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