Mario Talarico: il re degli ombrelli dal 1860

Si respira odor di storia quando si entra nel negozio di Mario Talarico, al civico 4B di vico Due Porte a Toledo. Appena muovi i primi passi in questo piccolo spazio, capisci che qui dentro c’è più di una storia da raccontare. Ad accoglierti c’è Mario seduto vicino al suo bancone, che ha più di 200 anni; è del 1811. Questo bancone è fatto di un legno forte e vigoroso, e Mario è solo l’ultimo della generazione dei Talarico che ogni giorno apre il negozio e si siede sul suo sgabello per lavorare gli ombrelli su questo supporto bisecolare.

Insieme a Mario c’è suo nipote, figlio di suo fratello che, guarda un po’, anche lui si chiama Mario. Il giovane Mario sta attuando una vera e propria rivoluzione nel mondo degli ombrelli Talarico. Infatti è sua l’intuizione di disegnare  ombrelli personalizzati a mano, pezzi unici e irriproducibili. Il suo sogno è aprire a Napoli un museo dell’ombrello e dei bastoni da passeggio.

«Dal mio trisavolo Achille Talarico ho ereditato la pittura, da papà Alfredo l’arte del cuoio e da nonno Giovanni e nonna Concetta Carlevalis e ovviamente da zio Mario Talarico della omonima ditta ho ereditato l’arte che ha riempito la mia vita a livello lavorativo: l’arte dell’ombrello! Ho sempre avuto la passione del lavoro. Non amavo studiare, mi piaceva solo disegnare, creare e costruire»- ci dice Mario Talarico Junior.

Disponibili e gentili, i Talarico accolgono chiunque nel loro negozio/laboratorio situato al limite meridionale dei celeberrimi “Quartieri”. Quelli spagnoli, a ridosso di via Toledo, la strada dove sfilavano le carrozze degli aristocratici ai tempi dei Borboni. Ogni modello è costruito su di un gambo di legno avvalendosi solo dei migliori materiali: ciliegio, ginestra, canna di malacca; tutti i manici vengono lavorati a mano in legno duro, in bambù o su aste molto pregiate.

La storia dell’artigianato italiano passa per Napoli, si sa, grazie ai suoi artisti, fieri e meticolosi, che hanno portato il made in Naples in tutto il mondo. Mario Talarico è certamente uno di questi. Il marchio Talarico esiste da prima dell’unità d’Italia: dal 1860.

La nascita degli ombrelli risale al 550 a.c. circa grazie ai maestri cinesi, ma la loro funzione era ben diversa da quella di oggi; anticamente infatti gli ombrelli venivano utilizzati come parasole: solo nell’Ottocento si è sviluppato il concetto di ombrello come lo intendiamo oggi, impiegato per proteggersi dalla pioggia.

La prima generazione di ombrellai risale al 1860 con Giovanni Bongiovanni, ombrellaio della Real Casa il quale fondò l’azienda “Bongiovanni al giapponese”; sua figlia Emilia ereditò l’azienda di famiglia nel 1890 e sposò il figlio del pittore di corte Achille Talarico, Achille Talarico Junior. Lodato come uno dei migliori del tempo da Vittorio Imbriani, fu accomunato addirittura a Degas e a Manet, tanto che i suoi ritratti femminili divennero avvenimenti di alto interesse nell’ambiente artistico napoletano. Alcune sue opere sono conservate in vari Musei e luoghi pubblici: alla Galleria Pitti L’uomo col guanto; al Museo di San Martino, Ritratto di Antonio Villari; Conservatorio di S. Pietro a Majella di NapoliRitratto del compositore di opere buffe Valentino Fioravanti  e Ritratto del compositore F. Mendelssonh Bartholdy; Galleria Nazionale d’Arte Moderna a Roma.

Dopo l’unità d’Italia i lavori dei Talarico passarono dai Borbone ai Savoia. Anche lo stile dovette essere modificato per allietare i gusti dello stile nordico.

Achille Talarico Junior, celebre violinista del Teatro San Carlo e Amico di Eduardo De Filippo, fu lui a fornire l’ombrello per la prima rappresentazione di “Natale in casa Cupiello”.
Dal matrimonio con Donna Emilia nacquero due figli: Achille, funzionario del Comune di Napoli e Giovanni, fondatore della prima fabbrica di ombrelli nel 1924 col marchio Talarico.

Ad oggi il negozio di Mario Talarico e Mario Junior è una meta di pellegrinaggio obbligatoria da parte dei napoletani e dei turisti poichè questi 24 mq. rientrano tra le quattro botteghe ultracentenarie rimaste aperte a Napoli. I Talarico hanno fornito ombrelli alle maggiori case reali del mondo e non solo: Putin, Lucio Dalla, i De Filippo (l’ombrello ordinato da Luca De Filippo è quasi un cimelio, ancora non terminato), la famiglia De Sica, Paolo Villaggio e tante altre personalità. Il prezzo degli ombrelli varia dai 79 ai 25.000 euro, proprio perchè qui si paga l’arte, la precisione, l’eleganza e soprattutto la storia.

 

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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