Porta di Massa: dai latticini di Massa Lubrense a Maria Munnezza

Via Porta di Massa è oggi una delle strade più frequentate dagli studenti universitari; qui infatti è situata la sede della facoltà di Lettere e Filosofia dell’Università Federico II, presso il chiostro di Porta di Massa. Ma ancor prima che fosse innalzato l’edificio universitario, tutta questa zona era in realtà l’attracco per le navi veloci, dette feluche, provenienti da Massa Lubrense. All’incrocio tra via Porta di Massa e corso Umberto I si affaccia la chiesa di san Pietro Martire, ancora funzionante a cura dei Padri Domenicani, che è assai prossima all’antico porto.

Queste feluche attraccavano proprio qui, cariche di prodotti tipici della terra massese: latticini, vino, frutta e soprattutto i rinomati e vigorosi vitelli di Massa Lubrense, a ruba nelle macellerie napoletane. L’economia di Massa Lubrense infatti si è evoluta più velocemente rispetto alle altre cittadine della costiera, proprio per i suoi rapporti commerciali e navali con la capitale, Napoli. Anticamente per giungere a Napoli si attraversavano delle stradine molto scomode nell’entroterra. I commercianti della penisola sorrentina avevano trovato la loro fortuna grazie a questo commercio; molte famiglie raggiunsero una notevole potenza commerciale, come i Cangiano ed i Caputo; divennero così influenti che diedero addirittura nome ad una porta (Doria). Non è un caso infatti che questi cognomi siano ancora molto diffusi da queste parti.

Con l’edificazione massiccia del centro storico l’attracco divenne un piazzale che veniva chiamato da tutti delle “tavolelle” perchè in estate si era soliti imbandire delle cenette gustose, dove il vino non mancava mai, frequentate non solo dal popolino ma anche dalla media borghesia. Qui era possibile consumare “sul posto” i prodotti tipici di Massa Lubrense e dintorni, appena giunti in città.

Successivamente via Porta di Massa venne chiamata per qualche tempo “Maria Munnezza, ma anche qui la spiegazione è il contrario di quello che ci si potrebbe immaginare: il popolino storpiò il termine mondezza (che significa esattamente l’opposto di monnezzaguarda un po’) che affiancava il nome della madre di Gesù. Questo nomignolo fu completamente abolito con la nota ordinanza ministeriale del 1850 che cancellò dalla toponomastica stradale tutti i nomi che risultavano volgari e “scostumati”.

 

 

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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