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Isole Tremiti: le isole pugliesi dove si parla il napoletano

L’arcipelago delle isole Tremiti e quello di Pelagosa un tempo facevano entrambe parte della provincia di Foggia, in Puglia, e rientrano nei beni del Parco Nazionale del Gargano. Oggi le Pelagose sono di propirieta della Croazia. Sono cinque le isole che compongono il magnifico arcipelago delle Tremiti: San Nicola, San Domino, Capraia, Cretaccio e Pianosa. Geologicamente queste piccole isole sono state generate da un forte terremoto; l’isola di San Nicola però ha una particolarità: si è ribaltata, ciò che vediamo fuori dall’acqua in realtà un tempo si trovava sotto. L’arcipelago delle Pelagose è formato da tre isole maggiori (Pelagosa Grande, Pelagosa Piccola e Caiola) e da tredici scogli più piccoli.

Ma le isole Tremiti e Pelagosa nascondono una storia molto curiosa e suggestiva che riguarda Napoli, l’isola di Ischia e Ferdinando II. Se vi capita di andare da queste parti, per turismo e non, vi imbatterete sicuramente in qualche abitante del luogo, per scambiarci due chiacchiere. La prima cosa che vi salterà all’occhio ( ma soprattutto all’orecchio) sarà il loro dialetto. Infatti alle isole Tremiti e Pelagosa si parla una strana lingua, un misto tra napoletano e ischitano. Come mai?

Per secoli queste isole erano state ridotte a luoghi di confino. Alle isole Tremiti fu relegata Giulia, la nipote dell’Imperatore Augusto, e nel 783 Carlo Magno vi esiliò Paolo Diacono. Dopo vari tentativi di popolare queste isole da religiosi inviati da Roma, nel 1783 Ferdinando IV di Napoli ci istituì una colonia penale, di cui ancora oggi si possono ammirare alcuni resti. Il re riempì le isole Tremiti di guappi e vagabondi; successivamente Gioacchino Murat liberò i relegati che parteciparono alle violenze contro russi e inglesi.

Nel 1843 Ferdinando II delle Due Sicilie decise di ripopolare le isole, col fine di incrementare la popolazione e contribuire allo sviluppo, inviando dei pescatori provenienti da Ischia, esperti nello sfruttamento delle aree marittime. Fu così che i pescatori ischitani sbarcarono alle isole Tremiti e di Pelagosa. Ma i coloni di queste ultime, con l’avvento del Regno d’Italia, fecero le valigie e si trasferirono nelle vicine Tremiti;  l’incuria e l’inefficienza delle nuove istituzioni scontentò subito la colonia ischitana, insediata a Pelagosa.

Gli ischitani che si insediarono in queste isole ebbero a che fare con i nipoti e i pronipoti delle guardie vicereali e degli ex galeotti. Ed ecco perchè il suono del loro dialetto è molto affine al nostro napoletano e ischitano.

Disegno di Emanuel D. Picciano

Author: Francesco Li Volti

Giornalista con la passione per la storia e per la legalità, sono per metà siciliano, per un quarto spagnolo e per un altro quarto tanzaniano. Sogno una Napoli priva di parcheggiatori abusivi, di saccenti e di youtubers. Non uso social, possiamo parlare tranquillamente da vicino se ti va di scambiare due chiacchiere. O se vuoi sentire il mio pensiero, puoi leggermi.

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