Il palazzo “d’ ‘o Gas” e le origini napoletane di Degas

Edgar Degas nacque a Parigi e all'età di 22 anni decise di partire per far visita al nonno. Il 17 luglio 1856 Edgar Degas sbarcò a Napoli e subito intuì che questa città aveva da offrirgli grossi stimoli per la sua arte.

Edgar Degas è sicuramente uno dei pittori più importanti degli ultimi 150 anni. Come dimenticare la celebre “Lezione di danza” o “L’orchestra dell’Opèra“, “Marie Dihau al piano” o “L’assenzio; opere dall’immenso valore economico fuoriuscite da una mente geniale che vedeva nel realismo e nell’impressionismo le correnti pittoriche più adatte alla sua modernità. Ma che c’entra Edgar Degas con Napoli?

I Degas sono di origini francesi; il nonno Renè Hilaire era un intellettuale di Orleans che partecipò attivamente ai moti della Rivoluzione Francese, ma che scappò nel momento in cui la popolazione decapitò i propri re. Il 16 ottobre del 1793 si scagliò pubblicamente contro il brutale accanimento al passaggio della carretta che trasportava al patibolo la regina Maria Antonietta; inviso ai rivoluzionari, si salvò perché informato in tempo del suo arresto. Troppa violenza per Hilaire: decise di andarsene da Parigi e approdare in un’altra capitale europea. Hilaire Degas scelse di partire alla volta di Napoli, capitale all’avanguardia e famosa in tutto il mondo per le sue bellezze.

Nonno Degas aveva imparato la lezione e a Napoli si mantenne lontano da ogni attivismo politico; si dedicò invece alla vita da banchiere e fece la sua fortuna come agente di cambio. A Napoli, nel 1804, sposò la livornese (ma con sangue napoletano) Aurora Freppa e acquistò il palazzo Pignatelli di Monteleone in Calata Trinità Maggiore, a piazza del Gesù. Per intenderci, ci riferiamo al grande palazzone settecentesco giallo dirimpetto alla scuola Genovesi. Oggi è certamente uno dei set cinematografici preferiti dai registi italiani. Ma come ogni parola straniera che giunge a Napoli, anche il cognome di Hilaire Degas fu storpiato dalla popolazione: infatti,  da quel momento il palazzo cambiò nome e divenne per tutti “palazzo do gas”.

Dall’unione nacquero sette figli, tra cui il padre di Edgar Degas: Lorenzo Auguste (Napoli 1809 – Napoli 1879). Dei sette figli (quattro maschi e tre femmine), solo le bambine restarono a Napoli, i maschi tornarono a Parigi, ma tutti e sette i fratelli Degas hanno terminato i loro giorni nel capoluogo campano, e infatti qui sono sepolti.

Edgar Degas nacque a Parigi e all’età di 22 anni decise di partire, per far visita al nonno. Il 17 luglio 1856 Edgar Degas sbarcò a Napoli e subito intuì che questa città aveva da offrirgli grossi stimoli per la sua arte. Qui venne a contatto con la scuola di Posillipo e strinse una grande amicizia con l’impressionista napoletano Filippo Palizzi.

Edgar Degas si ambientò velocemente a Napoli e infatti era solito esprimersi in napoletano; frequentò il Reale Istituto delle Belle Arti e fu impressionato dalla collezione farnese del Museo Nazionale e dalle Catacombe di San Gennaro. Soggiornò, soprattutto d’estate, anche nella casa di campagna del nonno, villa Paternò a San Rocco di Capodimonte. Lì dipinse nel 1856-57 una veduta del vallone con il castello sullo sfondo (“Castel S.Elmo, Napoli, da Capodimonte”), opera conservata a Cambridge. Sempre lì ritrasse il nonno ottantasettenne (Ritratto di Hilaire Degas), un olio su tela conservato nel Musée d’Orsay di Parigi e datato 1857.

 

Foto di Federica De Franco

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