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San Gennaro non ci pensa più! Ecco perchè!

Napoli è la culla dei miracoli possibili. La vita dei napoletani è un pendolo che oscilla tra un miracolo di San Gennaro ed un altro. Ma se il sangue smettesse di sciogliersi? Se il santo iniziasse a capire che forse non ne vale la pena scomodarsi per noi?

Mettiamo che un giorno, tutti i fedeli (e non) ammassati, in attesa dell’esibizione di San Gennaro, in piedi, sopportando il fastidio di condividere lo stesso metro quadro con un vicino sconosciuto, per l’onore di assistere a quel rituale così travolgente, nell’atto stesso di spalancare gli occhi meravigliati per l’ovvio successo, si accorgessero che qualcosa è andato storto.

La folla inizia a bisbigliare, laddove avrebbe dovuto applaudire. Il clima si surriscalda, il sangue non si è sciolto.

Il primo anno, lo sconforto è attenuato da una possibile casualità. Ma se per caso il rituale diventasse non-ritualità e per dieci anni Napoli fosse vittima di questo crudele gioco?

 

“Sono passati dieci anni dall’ultima volta che il sangue si è sciolto. Il primo anno il vescovo ci era rimasto un poco male, fece la faccia brutta. Ma può capitare no? Mica i santi stanno sempre ai comodi nostri.

Poi il secondo anno. Lo sentimmo al telegiornale noi devoti a metà. E poi il terzo, che figuratevi pure mio figlio, che si era messo in testa di essere ateo, iniziò a preoccuparsi.

Il quarto anno si scomodò il governo. Si diceva che il santo si era preso collera di come vivevamo qui a Napoli. E allora qualche legge fu fatta. E devo essere sincero la gente le rispettava, forse perché passava ogni ora in televisione l’avviso con la faccia del povero San Gennaro, e potevi mai non rispettare le parole di un santo? Tanto che pure quel disgraziato di mio figlio l’altro, iniziò ad andare in chiesa, e figuratevi mia madre, quella si era fissata che doveva mettersi il velo.

Ma niente, il sangue stava lì, fermo fermo e non si scioglieva. A me sembrava che ci prendeva un poco in giro e ci faceva fare tutto quello che voleva lui. Insomma il sesto anno iniziarono ad impazzire tutti quanti.

Alcuni si erano messi in testa che il sangue era stato rubato da chissà chi e portato chissà dove a fare miracoli personali, altri si erano chiusi in casa e non lavoravano più. Non si vendevano giornali, non si bevevano caffè, i bambini non andavano a scuola. La mala sorte poteva colpirci tutti da un momento all’altro.

Io nel letto stavo e nel letto sto. Non ve l’ho detto? Io sono paralitico, e che piacere.

Oggi sono 10 anni che il santo ci fa i dispetti. Quasi quasi la gente si è dimenticata del grande San Gennaro o forse non ne parla più per scaramanzia.  Sai che c’è San Gennà? Oggi per farti onore mi alzo un po’ da questo letto. Ora sto in piedi e penso “è un Miracolo!”.

Alle 10 dopo 10 anni il sangue si è sciolto ma non c’è nessuno ad emozionarsi nel duomo, nessuno a seguirlo in televisione, anzi la televisione non ne parla proprio . Stanno tutti a casa mia, tutti hanno un nuovo miracolo in cui credere!”

Foto di Aldo Mastrisciano

Author: Roberta Ibello

Studentessa di Lettere Moderne alla Federico II. Amo la letteratura inglese, i film di ogni genere e le patatine fritte. Storie di Napoli è stata una delle più belle scoperte che potessi fare!

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