Racconti sul Monaciello- Luigi e Mena

Racconti sul Monaciello

 

Ogni napoletano che si rispetti conosce la storia del monaciello; tutti sanno che il monaciello è tanto dispettoso con le persone che gli stanno antipatiche, mentre è generoso con quelle che gli stanno simpatiche. Oggi vi racconterò di due esempi del duplice comportamento del nostro fraticello preferito.

Luigi aveva 42 anni e viveva da solo in un appartamento di Salvator Rosa. Questo signore pelato e mingherlino aveva una donna che lo aiutava a pulire e sistemare la casa: Mena. Mena era tanto carina e dolce, instancabile nelle sue faccende quotidiane ma Luigi la trattava malissimo: la sottoponeva a fatiche indicibili per uno stipendio  misero (Luigi era anche molto tirchio) e, se la povera ragazza provava a riposarsi un attimo, lui le gridava contro e la offendeva in tutti i modi. Allora Mena, imperterrita, riprendeva a lavorare: i soldi, anche se pochi, le servivano per mantenere i suoi due figli. Il monaciello assisteva a quelle scene inorridito, non sapeva come fare per aiutare la donna finchè, poi, giunse ad una conclusione: esasperare Luigi e fargli credere che la casa fosse posseduta per mettergli paura. Non vi dico e non vi conto cosa fece il monaciello pur di perseguire il suo piano! Oggetti che volavano, sedie e mobili che si spostavano nel cuore della notte, cose che sparivano, risatine inquietanti quando la casa e il vicinato erano più silenziosi e tanto altro … Ma Luigi non mollava, continuava a restare in quella casa e a maltrattare Mena fino a quando un giorno, esasperato, iniziò a gridare contro lo “spirito” della casa, chiedendogli cosa volesse. Allora il monaciello si mostrò e gli disse che non doveva più maltrattare Mena altrimenti gli avrebbe reso il soggiorno in quella casa un inferno. E aggiunse che doveva anche dare a Mena un gruzzoletto di denaro poiché l’aveva sottopagata per tutto quel tempo! Ovviamente Luigi non se lo fece ripetere due volte e obbedì al monaciello e, se qualche volta era antipatico con la ragazza, bastava che il monaciello gli facesse cadere qualche vaso o bicchiere perché lui ritornasse a essere gentile.

 

Aveva comprato quell’ anello già da due settimane ma ancora non lo aveva mostrato a Lucia nonostante tutti i buoni propositi che si ripeteva in mente ogni volta prima di vederla. Era un bravo ragazzo, il suo nome era Leonardo, aveva 25 anni ed era fidanzato con Lucia da quando avevano 14 anni; finalmente ave va deciso di fare il “grande passo” ma, ogni volta che si prometteva di chiederle di sposarlo … niente! Non ci riusciva! Il nostro amico fraticello lo vedeva in preda a crisi di panico o girovagare per la casa mentre ripeteva tutte le parole che avrebbe detto alla sua fidanzata al momento della proposta e poi lo vedeva tornare a casa affranto perché non era riuscito a farsi avanti. Una sera, Leonardo invitò Lucia a cena a casa sua e aveva sistemato nel tovagliolo di lei l’anello di fidanzamento solo che, proprio quando lei bussò alla porta, lo sfilò perché preso dal panico. Il monaciello, allora, quatto quatto, sgattaiolò fino al tavolo, prese l’anello e lo mise di nuovo nel tovagliolo. Be’, che dire? Lucia aprì il tovagliolo e,vedendo l’anello, abbracciò il suo fidanzato e gli sussurrò un tenero: “Sì”. Ora Lucia e Leonardo sono sposati da cinque e hanno due figli!

Attenti, quindi, cari napoletani! Siate sempre gentili e di buon cuore perché il monaciello è in agguato!

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