The Wholly Family, il cortometraggio onirico ambientato a Napoli

The Wholly Family, il cortometraggio onirico di Napoli.

Il fascino di Napoli spesso risiede nelle sue assurdità.

Girare per le strade della città, in certe mattine particolari – o forse, con una certa predisposizione d’animo… – è un’esperienza difficilmente ripetibile altrove: la sensazione di immergersi in un caos da metropoli, frenetico e insensato, è compensata dall’ironia, dalla bellezza, dalla leggerezza teatrale di scene e di persone.

Accomodatevi in platea, oggi si mette in scena qualcosa che vi piacerà, nonostante potreste non capirci molto! The Wholly Family.

Si tratta di una sensazione che forse tutti noi abbiamo sentito allargarsi nel nostro petto; un buon umore inspiegabile, una miriade di scene incomprensibili.

E se ne è accorto anche un regista internazionale: Terry Gilliam.

Il registra statunitense, infatti, ha diretto nel 2011 un cortometraggio prodotto da quell’orgoglio tutto campano che è il Pastificio Garofalo, e che è ambientato proprio nelle strade della nostra città.

Il titolo del cortometraggio è The Wholly Family, ed è ambientato tra i pastori di San Gregorio Armeno, le stanze di un imprecisato albergo di lusso e un inquietante e oscuro mondo dei sogni.

Il protagonista è un bambino americano, Jake (interpretato da Nicolas Connolly) in viaggio a Napoli con il padre (Douglas Dean) e la madre (Cristiana Capotondi).

I tre girano per la città, cercando di farsi strada tra la calca e tra la folla, e il disagio dei genitori tra i vicoli stretti, e la loro stanchezza, ricadono su Jake, che si annoia e s’incapriccia. the wholly family

the wholly family
Terry Gilliam

Il clima è nervoso e teso, e quando i genitori rifiutano a Jake di acquistargli un Pulcinella creato da un artigiano di San Gregorio Armeno la situazione degenera e tutti i componenti della famiglia finiscono per tornare in albergo e litigare fra loro. Jake viene mandato a letto senza cena e arrabbiato e nervoso scivola nel sonno.

A questo punto, però, il cortometraggio, che in partenza potrebbe apparire un po’ noioso e pieno di stereotipi, prende una piega geniale.

Un gruppo di Pulcinella un po’ folli e inquietanti, dalle movenze teatrali, trascineranno Jake in un mondo onirico e inquietante, attraverso sale da ballo, ospedali delle bambole, sale operatorie con uova giganti e bui corridoi.

Quando il sole toccherà le tende della stanza del bambino, Napoli avrà insegnato, ancora una volta – e ancora una volta con le sue contraddizioni, le sue angosciose bellezze – la gioia del gioco, il valore della bellezza.

E, soprattutto, che ogni famiglia – di ogni tipo, di ogni genere – è una Sacra Famiglia. the wholly family 

Beatrice Morra 

 

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