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La strega di Port’ Alba

 

Stava sempre lì, ogni giorno; instancabile la si trovava dietro il suo “bancariello”, a Port’ Alba, dove lavorava la terracotta su richiesta. Era conosciuta come “la strega” perché sapeva vedere l’anima delle persone e rappresentarla con una statuetta. Non sbagliava mai, riusciva sempre a scrutare anche gli angoli più nascosti dell’animo di tutti coloro che si rivolgevano a lei e, con le sue mani abili, modellava statuette talvolta meravigliose, talvolta mostruose. Questa sua abilità le garantiva la sopravvivenza ma la obbligava anche ad accettare il fatto che fosse l’oggetto di molte dicerie, spesso sgradevoli.

Un giorno, mentre lavorava, si sentì osservata, allora alzò lo sguardo e vide di fronte a sé una bambina che la fissava con grandi occhi curiosi: “Ciao, è vero che tu sei una strega?” le chiese.

“No, non sono una strega”

“Perché, allora, sai vedere le anime?”

“In realtà, non lo so … sono nata così”

“La mia ti piace?”

“L’ anima dei bambini sono sempre le più belle”

“E la tua ti piace?”

La donna si paralizzò e, senza rispondere, continuò a lavorare alla statuetta che aveva tra le mani. “Puoi fare una statuetta che ti rappresenta?”

“Non credo di poterla fare”

“Ma se non sai fare la tua come puoi fare quella degli altri?”

La strega non seppe rispondere ma decise di accontentare la richiesta di quella ragazzina così singolare.

Il giorno dopo la bambina tornò dalla donna che le mostrò il lavoro finito: rappresentava una figura femminile con le spalle leggermente curve, come se un peso poggiasse su di esse, il viso neutro e senza occhi.

“Perché è  senza occhi?” chiese la bambina

“Perché gli occhi sono lo specchio dell’anima ma io non so più chi sono”

“Perché?”

“Forse perché ho passato tutta la mia vita a studiare le anime degli altri, quasi a fare mia ognuna di esse e questo mi ha portato a trascurare la mia.

La mia vita non è mai stata mia: io ho reso mie le vite degli altri; ho negato me stessa per indagare l’essenza nascosta dietro ogni persona ed è come se un pezzo della mia anima volasse via ogni volta che qualcuno mi fa entrare nella sua. E poi, per tutta la vita sono stata additata in così tanti modi … strega, santa, veggente ladra … addirittura mi hanno definita “manipolatrice di menti”. Io, invece, mi sono sempre reputata “sensibile” e niente di più ma forse il destino di noi sensibili è quello di non essere capiti, di non essere apprezzati. Io non so più chi sono e non sono più tanto sicura di avere un’ anima, piuttosto credo che dentro di me ci sia solo un incolmabile vuoto, come gli occhi di questa statuetta. Ma, dimmi piccola, perché sei interessata alla mia anima? Non mi era mai capitato prima d’ ora …”

“Perché io non esisto davvero” rispose la bambina

“Come?”

“Io sono una parte di te … se non mi credi prendi uno specchio e vedrai che io non mi rifletterò in esso”.

Allora la donna, titubante, prese uno specchio e lo rivolse verso la bimba; esitante, osservò ciò che appariva riflesso: la solita strada era illuminata da un sole tiepido che scaldava le persone che camminavano per Port’ Alba. Ma nessuna bambina era riflessa.

 

-Roberta De Masi-

Disegno di Lisa Emanuela Mocciaro

Author: Roberta De Masi

Studio al liceo classico Sannazaro. Amo la danza, la musica, i libri, i bambini e la moda. Ma la mia vera passione è quella di viaggiare per poter esplorare tutto quello che è esplorabile. In futuro, mi piacerebbe diventare medico.

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