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L’anima pezzentella di Lucia: protettrice degli innamorati

Prima di parlare della protagonista Lucia, bisogna fare un appunto sulla chiesa che ne conserva i resti. La chiesa di Santa Maria del Purgatorio si trova in pieno centro storico a Napoli ed è sicuramente una delle più caratteristiche della città. E’ sufficiente scendere un paio di scalini che il piano interrato si presenta al fedele come un vero e proprio spettacolo. Ci si trova, infatti, in un ossario in cui vengono conservati numerosi resti di ossa umane sconosciute e corpi abbandonati mai identificati.

Eccoci giunti nella chiesa delle anime pezzentelle, la chiesa dei defunti che, in cambio di protezione, chiedono al fedele di prendersi cura e dire una preghiera in loro onore, di modo da offrirgli sollievo.

Il suo capo è collocato nel corridoio ultimo dell’ossario ed è immediatamente riconoscibile: foto, anelli di fidanzamento, fedi nuziali la circondano e la adorna un velo da sposa.

Al giorno d’oggi, nella tradizione popolare, Lucia viene considerata come una principessa, ma, nella realtà, il suo personaggio è stato identificato con la figlia di Don Domenico d’Amore, un principe del XVIII secolo. La storia vuole che, subito dopo le sue nozze, morì di tisi alla tenera età di sedici anni. Avendo suscitato la sua storia grande commozione in tutte le donne del quartiere, si decise di rendere grazie a quella povera fanciulla onorando le sue spoglie.

La storia, però, si sa, soprattutto a Napoli, non è tutto.

Molte, infatti, sono le leggende che si accavallano sulla storia di Lucia. Una delle tante versioni narra di Lucia e del suo fidanzato con il quale si conosceva sin da bambina. Il ragazzo, tanto innamorato e tanto spaventato da un possibile intervento del destino, voleva sposarla subito, ma Lucia, invece, chiese di avere altro tempo per decidere. Gli anni passavano, il ragazzo insisteva, ma Lucia non demordeva, rimaneva sempre ferma sulla sua posizione. Il ragazzo, allora, troppo sofferente per la scelta di non sposarlo della sua amata, decise di trasferirsi in un’altra città per tentare la fortuna. Non appena egli si allontanò, Lucia si strusse per amore e comprese quanto amasse e quanto avesse bisogno del suo uomo.

Fu così che il ragazzo tornò nuovamente in città per i preparativi del tanto desiderato matrimonio. Purtroppo, però, dovette, prima di trasferirsi definitivamente a Napoli, tornare nella sua nuova città per sistemare alcune questioni lavorative.

La sfortuna, in questa vicenda, la fece decisamente da padrona: il ragazzo, infatti, trovò la morte in un’esplosione e Lucia, disperata e sentendosi in colpa, si gettò in un pozzo. Molte altre sono le leggende che aleggiano attorno alla figura di Lucia: sarà morta prima del matrimonio, o subito dopo averlo celebrato? Sicuramente la fanciulla non riuscì a godere della gioia nuziale ed, infatti, il velo sul suo teschio testimonia proprio un matrimonio rimasto in sospeso.

Lucia, comunque, nell’immaginario napoletano resta ancora una figura dall’indiscusso fascino. La devozione a lei proviene dalle donne in cerca di marito che ogni giorno si recano in pellegrinaggio da questa piccola anima, chiedendo ognuna la propria grazia. Chiedendo ognuna di poter godere di quelle gioie d’amore che mai sono toccate in sorte alla povera Lucia.

 

 

-Cristina Bianco

Author: Cristina Bianco

Diploma di liceo classico ed attualmente studentessa di Giurisprudenza. Passione per tutto ciò che è creativo, amante della scrittura, del disegno e del canto. Profondamente innamorata della mia città, scrivo e disegno con piacere per Storie di Napoli

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