Elivie: quando un volo per le isole costava 3˙000 Lire

Elivie

“Napoli e i napoletani sanno recepire, apprezzare e valorizzare ogni iniziativa, anche la più avveniristica e innovativa. A Napoli e ai napoletani si può dare tutto. Ma si ricordi bene: gli si può anche togliere tutto senza che alcuno muova un dito.”

Citava così il Direttore Commerciale della Elivie, compagnia aerea fondata il 23 Novembre 1956 sotto il nome “ELI Linee Italiane S.p.A.” ed entrata finalmente in azione nell’estate del 1959.

Napoli è sempre stata una città all’avanguardia, fu infatti anche l’unica in quegli anni a mettere a disposizione dei turisti degli elicotteri di linea per raggiungere le isole e la magica Sorrento. Il servizio nacque inizialmente come trasporto esclusivo per le persone che raggiungevano la città in aereo, appoggiandosi all’aeroporto di Capodichino. Ma, in seguito, si decise di costruire un eliporto, accanto alla Stazione Marittima, per consentire a chiunque di volare comodamente tra Ischia e Capri, senza dover affrontare il viaggio in nave, all’epoca lungo e stancante.

Con circa seimila lire il viaggio andata e ritorno per Ischia era assicurato.

Il servizio, nato come esperimento per apprendere e testare le potenzialità degli elicotteri, fu un successo. Il periodo di attività, inizialmente limitato al solo al periodo estivo, fu ampliato al resto dell’anno. Il numero di passeggeri crebbe, le file infinite assalivano i botteghini, e così la compagnia, nel 1967, decise di acquistare nuovi mezzi. Con l’arrivo dei nuovi elicotteri, aumentarono anche i posti a bordo, e così i guadagni della compagnia.

Purtroppo con l’aumento del numero di utenti paganti e della capacità dei velivoli, gli eliporti di Capri, Sorrento, e seppur in minoranza di Ischia, non erano più adatti alla sicurezza in fase di decollo e atterraggio. Si pensò così di costruire un eliporto in mezzo al mare, per poter così rispettare tali misure di sicurezza. Un progetto ambizioso, ma che fu ben presto dimenticato: l’incremento incontrollato del numero di passeggeri l’anno tra il 1967 e il 1970 furono come oppio per la compagnia che non si attivò mai per la messa in sicurezza del servizio.

Dal 1968, subentrò l’ATI, Aero Trasporti Italiani, e vi rimase fino alla fine degli anni ’70. Quando a seguito di due incidenti: uno nel settembre del ’69, dove un atterraggio sbagliato provocò danni irreparabili al velivolo, e un altro nel febbraio del ’70 che portò alla morte di 9 vittime, la compagnia entrò in crisi. Nel marzo del ’71, mentre i nuovi orari delle partenze venivano pubblicati, la Elivie vendeva all’estero i suoi velivoli, lasciando Napoli e i propri turisti orfani di un servizio, che aveva reso questa città alla pari di numerose metropoli estere.

I mass media non fecero che creare confusione sul caso, che siano stati gli eliporti non a norma, l’arrivo degli economici traghetti, o semplici scelte politiche, quello che rimane oggi, sono solo vecchie foto di un’epoca che seppur di cinquant’anni, sembra invece essere lontana anni luce.

Dall’eliporto dell’isola d’Ischia

 

 

Disegno in copertina della bravissima Laura Capuano 

Si ringrazia Angelo Gialanella e Massimo Canavero per le immagini.

 

Bibliografia:

“Parole per volare” di Agostino Guagenti 

Author: Roberta Montesano

Studentessa di Ingegneria Edile-Architettura. Sarebbe scontato dire che amo Napoli, più in generale, amo viaggiare e scoprire le culture del mondo. E quale modo migliore per imparare e ricordare nuove cose se non con la fotografia?

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