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Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme: una perla nel tufo

Una piccola chiesa abbandonata, incastonata in un vicoletto del sempre affollato Corso Vittorio Emanuele. Molti non l’avranno mai neanche vista, non è facile notarla. Arrivati circa a metà del Corso, infatti, è visibile solamente per pochi secondi nel caotico traffico cittadino.

La Chiesa del Santo Sepolcro di Gerusalemme si trova più precisamente in Piazzetta San Sepolcro e la caratterizza uno spiccato stile barocco.

C’è una particolarità che distingue questa Chiesa da moltissime altre chiese napoletane e non solo! La Chiesa, infatti, non è null’altro che una grotta di tufo. Una grotta di tufo che sta lì da sempre, dalla notte dei tempi, una grotta di tufo che è stata modellata fino a diventare un luogo di culto nel 1500 circa: fu un gruppo di frati a trovare questa grotta naturale ed a trasformarla nel proprio rifugio di ritiro e preghiera.

La Chiesa del Santo Sepolcro, inoltre, è legato anche ad un personaggio piuttosto famoso in quel di Napoli: Carlo Carafa, oggi venerato nella Chiesa di San Nicola alla Carità. Egli, infatti, trascorse in questa oasi di pace mesi in completo isolamento e preghiera, prima di intraprendere il suo percorso a favore dei meno fortunati (ricordiamo che, una volta ordinato sacerdote, iniziò ad assistere i malati dell’ospedale degli Incurabili e ad occuparsi dei poveri). Quello che, però, duole molto dire, purtroppo, è che tale piccola chiesetta subì le ultime modifiche secoli addietro e risulta oramai abbandonata a se stessa, esposta alle intemperie ed all’incuria di un popolo che, non conoscendone neanche l’esistenza, non ha le capacità per rivalutarla e riportarla all’antico splendore.

 

 

 

-Cristina Bianco 

 

 

 

 

 

 

 

 

Immagine tratta da Google Maps

 

Author: Cristina Bianco

Diploma di liceo classico ed attualmente studentessa di Giurisprudenza. Passione per tutto ciò che è creativo, amante della scrittura, del disegno e del canto. Profondamente innamorata della mia città, scrivo e disegno con piacere per Storie di Napoli

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