Quando Mussolini, per amor di Hitler, cambiò nome allo stadio del Napoli

Giorgio Ascarelli è un personaggio che, purtroppo, non tutti conoscono. Pochi, infatti, sanno che il suo nome è collegato alla fondazione della SSC Napoli nel 1926.

Noto imprenditore dell’epoca, nacque a Napoli nel 1894 e la sua unica “colpa” per i tempi che correvano, come vedremo nel prosieguo della nostra storia, fu quella di essere ebreo.

Dopo aver fondato la Società Sportiva Calcio Napoli, infatti, la sua attività non si fermò di certo. Pochi anni dopo, esattamente nel 1929, diede il via ai lavori per la costruzione di uno stadio. Si trattava di un’opera maestosa per l’epoca, 20.000 posti, in Rione Luzzati. Lo stadio, che si chiamava all’epoca “Vesuvio”, fu innalzato in pochissimo tempo e venne inaugurato il 23 febbraio dell’anno dopo. Purtroppo, però, neanche il tempo di veder crescere i frutti del proprio lavoro che il povero Ascarelli morì circa un mese dopo l’inaugurazione dello stadio il 12 marzo del 1930. Ma i napoletani si sa, quando prendono a cuore qualcuno, difficilmente questi ne uscirà! Tutto il popolo, infatti, decise di ribattezzare lo stadio neonato. Decisero di chiamarlo col nome dell’uomo che aveva permesso loro di sognare in grande il gioco del calcio, fu così che, allora, lo stadio fu soprannominato e conosciuto solamente come “Ascarelli”.

Sembrerebbe una storia a lieto fine, ma non è così.

Nel 1934, quattro anni dopo la sua morte, l’Italia vinse l’assegnazione dei Mondiali di calcio. Quella, ovviamente, era una grande occasione per Mussolini, ma anche un peso non indifferente. Perchè un peso? Il timore di Mussolini era semplice e riguardava proprio l’ Ascarelli. Quello stadio, infatti, era uno dei migliori in Italia. E allora? Il problema era semplice, lo stadio era pur sempre stato finanziato e addirittura dedicato ad un ebreo, come l’avrebbe presa Hitler se vi avesse dovuto veder giocare la propria Nazionale? Sfortuna volle che la partita Germania-Austria si dovesse disputare proprio a Napoli.

Fu allora che Mussolini decise di cambiare il nome dello Stadio Ascarelli in  “Partenopeo”.

Mussolini, effettivamente, per non uscire dai numerosi giochi politici dell’epoca, preferì infangare la memoria di un grande uomo, piuttosto che indispettire Hitler. Effettivamente, Hitler fu compiaciuto dal nome dell’impianto, reputandolo uno stadio con denominazione ariana, ma la verità è un’altra. Tutti i giornali dell’epoca, i giornalisti e chi più ne ha più ne metta, continuavano a scrivere ed a parlare solamente dell’ Ascarelli, nessuno mai accolse la modifica di Mussolini.

Ecco cosa possiamo leggere in Pacileo a proposito di Ascarelli, come scritto nel libro di Smulevich, che ha riportato alla luce questa storia poco conosciuta:

«Egli non può essere altrimenti definito che un mito. Infatti, sa di mito, quel nome, molto più che non altri ancora più lontani nel tempo, per la dimensione e la compiutezza realizzata a pro del calcio napoletano in periodi di stupefacente brevità; per le intuizione sue, come dire, leonardesche; per quell’essere sorto e tramontato, come dirigente ma pure in panni d’industriale, nell’arco di un quinquennio. Mitico, infine, l’Ascarelli, per quella sorta di aureola del martirio che gli regalarono, sebbene postuma, l’anormalità idiota delle Leggi Razziali e la normalità ignobile dell’umana ingratitudine»

 

-Cristina Bianco

 

Author: Cristina Bianco

Diploma di liceo classico ed attualmente studentessa di Giurisprudenza. Passione per tutto ciò che è creativo, amante della scrittura, del disegno e del canto. Profondamente innamorata della mia città, scrivo e disegno con piacere per Storie di Napoli

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