Quando Rotonda Diaz era…in mezzo al mare

Rotonda Diaz in mezzo al mare? Che pazzia è mai questa? Nessuna pazzia! In realtà, in passato, dove oggi si trova l’imponente Rotonda Diaz, per secoli è esistito l’isolotto di San Leonardo. È Benedetto Croce, nel suo libro “La villa di Chiaia” del 1892, che ce ne parla: “Percorsi i due terzi della spiaggia, a quel punto del presente boschetto della villa, che risponde di fronte ai vicoli della Cupa e di San Guido (poco prima della chiesa di San Giuseppe), si vedeva nel mare la Chiesa e Convento di San Leonardo in insula maris. Una porta ad arco, sormontata da una croce, metteva in un ponte, che conduceva all’ atrio d’ una casa, donde si passava in una chiesetta”.

Rotonda Diaz in mezzo al mare? Ebbene sì: leggere per credere

Questa chiesetta di cui parla Croce era stata costruita nel 1028 su ordine di Leonardo d’Orio, un nobile castigliano: questi, anni addietro, aveva fatto un voto durante una burrasca in cui temette di perdere la vita e per adempiere al suo voto aveva deciso di far costruire questo piccolo gioiello in onore di San Leonardo. La chiesa, inizialmente, fu affidata ai monaci basiliani, per poi passare in mano alle monache dei Santi Pietro e Sebastiano.

In poco tempo divenne molto frequentata: non solo pover’uomini, ma anche fuggitivi, carcerati, naufraghi e partorienti. Molti di questi si rifugiavano sull’isolotto per sfuggire al loro destino e non poco danneggiarono la reputazione dell’isolotto. Nonostante ciò, però, sull’isolotto venne aperta la Taverna del Florio, una delle più frequentate di tutta la città di Napoli insieme alla Locanda del Cerriglio ed a quella del Crispano. La situazione peggiorò ulteriormente nel 1648, dopo uno scontro fra spagnoli e popolari napoletani, infatti, questi si impadronirono dell’isolotto e tutti i delinquenti si rifugiarono nelle case dell’isolotto, trasformando l’isolotto nell’isolotto del contrabbando. Mano a mano, però, l’isola d’oro di questi contrabbandieri iniziò a sparire: la distanza fra l’isolotto di San Leonardo e la terraferma iniziò a diminuire sempre di più, la chiesa fu completamente distrutta, le case abbattute e quello che un tempo era stato un paradiso in terra adesso era nulla. Laddove c’era l’isolotto oggi sorge la Rotonda Diaz, una delle mete preferite dai napoletani, grazie alla meravigliosa vista che è in grado di offrire.

 

-Cristina Bianco

Author: Cristina Bianco

Diploma di liceo classico ed attualmente studentessa di Giurisprudenza. Passione per tutto ciò che è creativo, amante della scrittura, del disegno e del canto. Profondamente innamorata della mia città, scrivo e disegno con piacere per Storie di Napoli

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