Sant’Aspreno : il primo Vescovo della Chiesa di Napoli

Si è ormai talmente assuefatti all’associazione di idee Napoli = San Gennaro che nessuno penserebbe mai che Napoli abbia avuto altri patroni, essendo infatti quello del miracolo del santo un evento davvero unico. Napoli di patroni ne ha però ben 47, dei quali il secondo per ordine di importanza è appunto Sant’Aspreno. Probabilmente questo nome non risulterà familiare ai molti, però tra poco vi accorgerete che forse lo amerete quasi quanto San Gennaro.

Non si conosce moltissimo della vita del santo, sappiamo che probabilmente egli visse sotto gli imperatori Traiano e Adriano, quindi nel I secolo d.c. . Nonostante la sua storia non sia giunta fino a noi con la stessa fama di quella del suo collega Gennaro, durante il periodo del Risanamento fu ritenuto quasi un sacrilegio l’abbattere la chiesa a lui consacrata.

Ma dunque chi era questo Aspreno? La sua vita è avvolta dalla leggenda, ma si sa le leggende, almeno in questa città, sono sempre da considerare almeno in parte veritiere. La storia vorrebbe infatti che Aspreno sia stato iniziato alla religione cristiana da San Pietro. Si dice che San Pietro fosse in viaggio da Antiochia verso Roma quando si fermò a Napoli, dove guarì una vecchia signora, la quale poi si convertì divenendo Santa Candida la Vecchia. Proprio questa signora avrebbe portato Aspreno al cospetto di San Pietro, poiché anche lui affetto da infermità. La leggenda vuole che anche Aspreno, a guarigione avvenuta, si sia convertito e che San Pietro, prima di partire per Roma, lo abbia consacrato Vescovo della Chiesa di Napoli, la quale si stava ingrandendo sempre più e aveva bisogno di una guida.

L’aura di misticità che circonda questa storia è innegabile e diventa ancora più forte se si pensa che l’altare dove sarebbe avvenuta questa consacrazione è conservata all’interno di una chiesa che si trova a Corso Umberto, la chiesa di San Pietro ad Aram. Inoltre la tradizione vuole che il bastone con cui Pietro abbia iniziato Aspreno al cristianesimo sia custodito tra i magnifici reperti del tesoro di San Gennaro.

Che ne è stato invece della chiesa consacrata al culto di Sant’Aspreno? Durante i lavori per il Risanamento il sindaco Ferdinando Colonna di Stigliano fece disporre che la dimora/chiesa di Sant’Aspreno non venisse demolita, ma bensì inglobata in quello che sarebbe diventato il Palazzo della Borsa. Questo luogo era infatti sacro poiché tra il popolo vi era la convinzione che lì avvenisse un miracolo. E’ qui che ora ci colleghiamo ad una leggenda moderna. Potremmo infatti dire che Sant’Aspreno è colui che ha ispirato il nome di un farmaco miracoloso, un farmaco a cui credo che mezza specie umana vorrebbe erigere un monumento: l’Aspirina.

Come si può notare, l’assonanza nel nome c’è eccome! Ma dunque cosa c’entra un santo con un farmaco inventato da una casa farmaceutica tedesca? Ora vi renderò tutto più chiaro.

In quest’ambiente ipogeo, che viene ritenuto la casa di Sant’Aspreno vi è un’altare rupestre sotto al quale è presente una piccola cavità. Per secoli gli abitanti di Napoli affetti da emicrania andavano nella casa del santo a farsi guarire mettendo la testa in questo foro. Ora questa particolarità del santo viene attribuita sia al fatto che egli fu decapitato per via della sua fede, sia al fatto che facesse penitenza con una pietra poggiata sul capo.

La Bayer dunque si sarebbe ispirata proprio a questa storia, poiché lo scopritore del farmaco che isolò per primo il principio attivo, cioè l’acido salicilico, fu un napoletano, Raffaele Piria.

E’ incredibile come le leggende e le storie napoletane siano così ampiamente connesse con fatti ed accadimenti che hanno inciso così tanto sulla vita del genere umano! Di solito si dice che tutte le strade portano a Roma, ma io mi ricrederei! Sono sempre più convinta che tutte le strade portano a Napoli!

Author: Gaia Borrelli

Diplomata al Liceo Classico Sannazaro di Napoli, ora studentessa di architettura presso la Federico II. Amo disegnare, fotografare ,ballare e scoprire la mia città. Speranzosa di poter trasmettere la mia passione per Napoli e le sue storie il più possibile.

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  • Piero Di Stasio

    Tutte le strade portano a Roma e se non proprio a Napoli, sicuro ci passano.