“Santa Maria degli angeli alle Croci”: l’unica chiesa senza colori!

Uno dei caratteri più distintivi di Napoli e dei Napoletani , è il loro fortissimo legame con la fede religiosa; un’unione indissolubile, sempre più radicata nel corso dei secoli, e impossibile ormai da sciogliere. Lo dimostrano, ad esempio, gli oltre 50 Santi Protettori della città e le sue innumerevoli e preziosissime chiese, circa 500, cosi varie nella forma, nello stile e nella bellezza. Fra le tante, ce n’è una, la chiesa di “ Santa Maria degli angeli alle croci” appunto, che desta maggiore curiosità per una sua particolarissima caratteristica: è l’unica chiesa in tutta la città senza colori!

Essa sorse nell’attuale via Veterinaria, nei pressi dell’Orto Botanico, nel 1581 grazie al  volere di Francesco Ignazio Savino  e dell’Ordine dei Francescani Osservanti. E’ una chiesa priva di ogni colore per rispetto della Povertà dei Riformati, e deve il suo nome cosi lungo proprio perché l’Ordine religioso voleva come allestimento delle ”croci“, poste ai lati dell’edificio religioso, poi rimosse nella seconda metà dell’Ottocento e sostituite con l’attuale scalinata.  Fin dal XVII secolo, questa parrocchia  suscitava l’interesse di molti, come dimostrano le parole di Carlo Celano, il quale  la  descriveva come un’allegrissima chiesa di vaghissima forma”.

La facciata intagliata da marmi bianchi  e grigi, presenta un imponente arco centrale al di sopra del quale vi è la statua di Francesco d’Assisi, realizzata, secondo alcuni, da padre Grisanto Gagliucci da Cilento, oppure secondo altri, da Cosimo Fanzago, al quale è attribuita la realizzazione anche dei due angeli posti ai lati dell’arco.  All’interno, invece,l’aspetto è tipicamente controriformistico, vi è una lunga navata centrale, fiancheggiata da cappelle laterali; è ancora possibile osservare l’altare maggiore, dietro il quale si erge un tabernacolo del XVI secolo, realizzato sempre da Cosimo Fanzago, mentre, purtroppo, tante sono le statue in legno realizzate da Giovanni da Napoli, andate perdute nel corso dei secoli.

 

                                        

 

 

 

Author: I lettori di Storie di Napoli

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