Le leggende dell’ amore a Napoli

Le leggende dell’ amore a Napoli

 

 

 

“E’ per l’ amore:  voi certamente, sapete che tutte le cose in Napoli, dalle pietre al cielo, sono innamorate” ci dice Matilde Serao per introdurre le storie che oggi vi voglio raccontare.

La prima è la storia di quattro fratelli; essi erano giovani, belli e molto affezionati l’uno all’ altro, sennonchè la sorte fece sì che tutti e quattro si innamorassero di una stessa fanciulla, la quale non ricambiava nessuno di loro. Avrebbe avuto inizio una rivalità asperrima tra i giovani e ci sarebbe stato uno spargimento di sangue fraterno se le, pur di evitare ciò, non fosse sparita per sempre. Essi, però, pazienti e innamorati, la aspettano da migliaia di anni: la loro forma è mutata e da fanciulli si sono trasformati in quattro colli che dai loro nomi si chiamano Poggioreale, Capodimonte, San Martino e Vomero. Passano le stagioni ed essi non si stancano mai di aspettare il loro amore.

La seconda storia narra di un giovanetto bello e affascinante: aveva un sorriso bellissimo e tutti gli volevano essere amici. Egli, però, fu sempre infelice poiché il petto gli si infiammava d’amore per una fanciulla tanto bella d’aspetto quanto malvagia d’animo.  Il suo nome era Nisida. Fu per questo amore non corrisposto che il fanciullo, cha faceva Posillipo di nome, decise di gettarsi in mare e porre fine alla sua vita misera. Ma il Fato volle un destino diverso: il giovinetto galleggiò a mezz’acqua senza affondare a e fu tramutato in poggio, mentre la ragazza divenne uno scoglio che gli è dirimpetto. Posillipo, che era stato tanto buono in vita, divenne un luogo di divertimento e di gioia; Nisida, che era stata tanto perfida, divenne un luogo destinato ad albergare assassini e ladri: eterno il premio, eterno il castigo.

Vi è poi la storia di un amore che è un abbagliamento, un miraggio fatale. Il protagonista è un pescatore mite e semplice; egli trascorreva tutto il suo giorno tra reti ed esche, era completamente ignorante in materia d’amore. Un giorno, però, il pescatore vide sorgere dalle acque una ninfa bellissima, dalla pelle bianca e i lunghi capelli biondi che suonava la cetra e cantava con voce dolce, spandendo una soave melodia. Il pescatore si innamorò follemente e per il suo struggente desiderio di raggiungerla si tuffò in acqua. Tre volte affondò e tre volte venne a galla. Il punto dove annegò prese da lui il nome di Mergellina e si dice che, nelle notti d’estate , ancora si vede la ninfa comparire.

La quarta storia è quella di Sebeto e Megara. Sebeto era un ricco signore che abitava in un palazzo in campagna presso Napoli. Egli aveva sposato Megara, donna di cui era innamoratissimo e da cui riceveva un sentimento di uguale intensità. Accadde che un giorno la donna volle navigare per il golfo di Napoli a bordo di una feluca. Verso la riva Platamonia, dove il mare è sempre in tempesta, la feluca si capovolse e Megara cadde in mare, divenendo uno scoglio. Quando Sebeto lo venne a sapere, pianse talmente pianse talmente che si disfece in acqua, divenendo un fiume e correndo a gettarsi in mare, dove Megara era annegata.

E tutte le fontane sono frutto di lacrime di innamorati.

L’ultima storia è una storia di passione. Narra di un nobile signore che si innamorò di una fanciulla di casa nemica. Egli era un tipo violento, focoso e passionale, avrebbe fatto di tutto per averla. Con il tempo i due, nonostante le ostilità tra famiglie, si innamorarono sempre di più e quanto più si innamoravano, tanto più le due famiglie tentavano di separarli, finchè, un giorno, lui chiese di poter sposare la bella fanciulla, Capri. La famiglia, adirata per la proposta dell’ innamorato Vesuvio, costrinse Capri a scappare a bordo di una piccola imbarcazione. Ma non sarebbe stata vita, quella della fanciulla, senza il suo amato e così decise di gettarsi tra le onde e, proprio lì, uscì un’ isola verdeggiante. Quando Vesuvio seppe della morte della sua amata la collera gli ribollì in corpo e iniziò a gettare caldi sospiri e lacrime di fuoco e si gonfiò talmente che divenne un monte ardente nelle cui viscere si trova un eterno fuoco d’amore. Così lui sta di fronte alla sua amata Capri ma non può raggiungerla e freme d’amore e il fuoco, segno della sua passione, trabocca sottoforma di lava.

Disegno di Lisa Nagisa

-Roberta De Masi-

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