Le mattonelle scherzo del Museo Mineralogico

Le mattonelle scherzo dei riggiulari napoletani

 

A poco a poco, ahimè, la tradizione degli antichi mestieri napoletani stanno svanendo.

Oggi, però, vogliamo riportare alla conoscenza di chi già lo sapeva e lo ha dimenticato, o di chi non ne aveva idea, un antico mestiere ed un aneddoto molto “piccante” ad esso legato.

Vogliamo parlare del “riggiularo” napoletano, il moderno piastrellista.

Tale termine deriva dallo spagnolo, o meglio dal catalano, rajola. Il suo primo utilizzo ha radici antichissime, risalenti addirittura al XV secolo, all’epoca di Alfonso il Magnanimo, il quale importò le prime piastrelle in ceramica a Napoli.

Ma la sua opera non si fermò qui.

In quel di Napoli, infatti, egli fece in modo da far fiorire una vera e propria scuola per i mastri riggiulari e tramandare questo mestiere di padre in figlio .

Numerosi furono gli artigiani iniziati a quest’arte e, mano a mano, la loro bravura si diffuse in tutta la città e oltre, ricoprendo i pavimenti delle case dei più facoltosi uomini della città.

Ma i napoletani si sa, sono sempre pieni di inventiva, di ironia e voglia di scherzare. Fu così, sulla base di queste premesse, che nacquero le cosiddette “mattonelle scherzo” napoletane.

Di che cosa si tratta? Su molte di queste ci camminiamo senza neanche accorgercene, e non riusciamo a vedere quello che nascondono.

Non è facile carpire il loro piccante segreto.

I nostri riggiulari, i quali impiegavano giornate intere ed anche di più nel lavoro, data la loro grande dedizione e perfezione nel decorare le piastrelle, alcune volte, cedevano alla stanchezza. Ciò li portava a dissacrare la perfezione e l’armonia delle loro mattonelle inserendovi spesso scene erotiche o illustrazioni di parti intime maschili, così, giusto per il gusto di prendere in giro i passanti e gli ignari osservatori.

Non sono in molti, infatti, ad aver notato queste mattonelle in giro per la città, sicuramente noi possiamo dirvi che alcune di queste si trovano al Museo Mineralogico all’Accademia Pontaniana di Via Mezzocannone.

Allora cosa aspettate? Cogliete al volo l’occasione per visitare il Museo e nel contempo vedere le famose mattonelle scherzo, immedesimandovi, perché no, negli scherzosi ed ironici riggiulari dell’epoca.

-Cristina Bianco

 

 

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