Il palazzo dei congiurati: Palazzo Petrucci

Il palazzo dei congiurati: Palazzo Petrucci

 

Palazzo Petrucci.

Epoca degli Angioini.

Ecco il punto da cui prende il via la nostra storia.

Questi sono i nostri protagonisti.

Camminando per piazza San Domenico Maggiore è molto facile notare quello che è Palazzo Petrucci, imponente costruzione.

Durante il XV secolo, nel regno di Napoli, vi erano gli angioini, ma questi non erano per nulla apprezzati dal popolo, per nulla tenuti in conto e quasi non avevano alcun potere. Perché? Ecco che entrano in gioco i Baroni.

Le grandi famiglie baronali, che avevano raggiunto le massime cariche del potere nel regno, governavano al posto dello stesso Re, non coinvolgendolo in alcuna delle loro decisioni. Il Re, però, non fu mai scontento di ciò e quindi il regno continuava a prosperare nella più completa quiete.15370175_10209241969719963_7775270742057829887_o

Quel regno senza un vero re, però, non ebbe lunga vita.

Quando si instaurò il nuovo regime degli Aragonesi, con Re Ferrante, iniziarono i veri problemi.

Re Ferrante, infatti, voleva rimodernizzare l’intero apparato statale e pensò che il primo passo per far ciò fosse un’imponente riforma economica,-statale che mirava ad eliminare lo strapotere dei Baroni. Questi ultimi, ovviamente, abituati ai migliori agi, non erano per nulla contenti di perdere tutti i loro privilegi, anzi, più volte tentarono di uccidere il Re.

Ma come può essere protagonista di questa vicenda un innocuo palazzo come era Palazzo Petrucci?

In questo regno aragonese si trovò coinvolto anche Antonello Petrucci, potente e fidato segretario regio.

Il palazzo in questione fu acquistato dalla famiglia Petrucci circa nel 1400, ma la costruzione risaliva al secolo precedente.

Antonello, molto adirato col Re, per il timore di perdere i suoi numerosi privilegi di palazzo, offrì agli altri Baroni quel palazzo. Così, divenne il luogo prescelto per le notturne congiure di palazzo ed egli divenne il protagonista principale dell’attacco al re.

Quel palazzo fu il simbolo della rivolta dei congiurati.

Il palazzo dei congiurati.

Ma, nonostante l’ira e le violenze dei Baroni, re Ferrante riuscì a batterli sul tempo e ad avere salva la vita. La congiura fu debellata ed i Baroni furono severamente puniti.

15 maggio 1487, tutti i Baroni furono decapitati nel Maschio Angioino.

Ma la crudeltà del Re non finì lì. Le teste dei Baroni traditori furono poi portate a Palazzo Petrucci e lì murate fra le colonne.

Ancor oggi, nelle notti più buie, le teste dei Baroni prendono vita e continuano a ordire vendetta nei confronti del Re. Come se il tempo per loro non fosse mai trascorso e la situazione mai cambiata.

 

-Cristina Bianco

-Foto di Federico Quagliuolo 

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