I Fantasmi di Posillipo

 

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Napoli, con le sue isole, pullula di fantasmi. Ormai è cosa risaputa dai suoi abitanti, specialmente dai più superstiziosi, che essi sono con noi, camminano con noi, probabilmente ne avete uno accanto  a voi proprio in questo momento mentre leggete questo articolo …

Ho deciso che in questo articolo tratterò di quelli che si possono incontrare a Mergellina o a Posillipo.

Partendo da Mergellina e percorrendo tutta Via Caracciolo e proseguendo fino a via Posillipo si troverà alla fine di essa, sulla sinistra, l’inizio della discesa per Calata Marechiaro.  In particolare è una villa nascosta dalla vegetazione a interessarci; è qui, infatti, che si è consumata una tragica storia di passione. Il proprietario era un uomo libertino di costumi ed era solito sedurre ogni donna capitasse nelle sue grinfie, ma proprio questo suo modo di fare da “Don Giovanni” lo portò ad essere assassinato da un cameriere, la cui moglie era stata insidiata da questo signorotto. Il corpo fu ritrovato in una pozza di sangue e invano le domestiche tentarono di togliere le macchie dal pavimento perché queste riapparivano. I vicini lamentano un gran chiasso proveniente dall’ interno di quella villa e si narra che ogni notte il tragico avvenimento si ripeta in una drammatica catena di dolore senza fine.

Non discostandoci molto dalla zona, si trova la Gaiola, luogo dove più volte si è scorto il fantasma di una donna senza volto vagare tormentata. La peculiarità di questo fantasma sta nel fatto che la sua apparizione coincide con un rumore fragoroso del mare in tempesta che si infrange contro gli scogli. Secondo i pescatori il fantasma sarebbe una donna morta nel naufragio della nave San Giorgio nel 1911.

Sempre presso la Gaiola, si trova la Villa degli Spiriti che gode di pessima fama e questo perché chiunque ne sia proprietario subisce sciagure di tutti i tipi. La sfortuna che aleggia in questa villa risale alla famiglia Brown, composta da un nobile inglese e sua moglie. L’ uomo perse la testa per la cognata chiedendo così la separazione alla moglie che si oppose in tutti i modi e accusò la sorella di tradimento. Una notte parecchio ventosa, la donna dopo aver litigato con suo marito prese la seggiovia che collegava l’isola con la terra ferma. Il destino volle che questa non mettesse più piede a terra da viva, ma il suo corpo fu ritrovato da un commerciante di profumi, Otto Grunback che , successivamente, fu trovato morto suicida. Dopo poco tempo anche il consorte fece la stessa fine e il suo corpo fu trovato avvolto in una coperta assieme al suo gatto. Successivamente la villa fu acquistata da Maurice Yves Sandoz che si suicidò nel giardino della clinica psichiatrica dove era stati rinchiuso poiché sosteneva di essere perseguitato dalla jella. I padroni successivi continuarono a essere vittime di sfortune. Ancora oggi si sente il miagolio disperato del gatto e, a volte, si riesce a scorgere la sua ombra.

Infine non si può non narrare la leggenda dello Scoglio di Posillipo. Tempo fa sulla spiaggia vivevano Carmine, Luigi e Concetta, una popolana che era stata salvata dai due fratelli da un naufragio. Con il tempo, però, entrambi i fratelli iniziarono a provare per la fanciulla un sentimento più profondo di un semplice affetto fraterno … insomma si innamorarono di lei! Lei ricambiava solo uno dei due: Luigi. A questo punto scoccò la scintilla della rivalità tra i due fratelli e fu così che i due innamorati un giorno decisero di fuggire durante la festa di Carnevale che si sarebbe tenuta di lì a poche ore. Di sera, Luigi e Carmine andarono alla festa in maschera come ogni anno, solo che Luigi sarebbe dovuto tornare a casa ad un’ ora stabilita per prendere Concetta. La ragazza, però, nel frattempo aveva cambiato idea perché non voleva fare del torto alla famiglia che l’ aveva accolta. Luigi, accecato dalla passione, la convinse e la portò con sé. Nel frattempo, una bambina li aveva visti ed era corsa ad avvisare Carmine che subito si precipitò sulla spiaggia, unico punto di fuga per i due amanti e, infatti, li vide mentre si allontanavano su una barca. Allora il ragazzo iniziò l’inseguimento dei due fuggitivi su un’ imbarcazione di fortuna. La barca dei due amanti si fermò proprio sullo scoglio dove erano naufragati i familiari di Concetta e qui Carmine li raggiunse, dando inizio ad una lotta con il fratello che, non riconoscendolo con la maschera sul volto, lo trafisse. Appena scoprì che l’ uomo ucciso era suo fratello egli, disperato, si uccise. Concetta rimase sola e decise di chiudersi in convento. Lo scoglio dove avvenne il fratricidio con la forza erosiva del mare si spaccò in due e si dice che nella notte di San Pietro le due pietre si scambino di posto nello stesso momento in cui appaiono le ombre dei due fratelli in lotta.

Illustrazione di Lisa Nagisa

-Roberta De Masi-

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