Don Pedro de Toledo, il vicerè dalle mille risorse

Dal 1532 al 1553, si trovò a Napoli il nostro personaggio, Don Pedro de Toledo. Molto fu il potere nelle sue mani e di sicuro non possiamo dire che lo abbia sfruttato male.

 

Egli fu inviato a Napoli in uno dei periodi più oscuri per la nostra città: da poco era finita una terribile epidemia di peste che aveva causato la morte di gran parte della popolazione…ma le disgrazie non vengono mai da sole! Nel mentre, infatti, orde di pirati arrivavano dal mare per saccheggiare e distruggere la città che stava cercando di tornare lentamente alla vita dopo la lunga degenza. Fu proprio a causa delle disastrose condizioni napoletane che re Carlo V decise di inviare Don Pedro a Napoli come vicerè: uomo deciso e risoluto, si era da sempre distinto per il suo carattere intraprendente e forte, capace di fronteggiare qualsiasi situazione.

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Ed il nuovo governante non deluse per nulla le aspettative del re: in pochissimo tempo riuscì a riportare la città al suo antico splendore, anzi la migliorò molto di più e le impresse un segno tale da farla considerare alla stregua di una vera e propria capitale!

Rese la città sicura, la circondò di possenti mura e dopodiché si occupò di riassettarla dal punto di vista urbano: numerosi nuovi quartieri furono costruiti per ospitare le famiglie nobili e molte strade furono rivalutate.

Uno dei simboli fondamentali del suo regno è Via Toledo, cuore pulsante della nostra città, via principale per lo shopping dalle origini antichissime.

Ma le opere del vicerè non finirono qui: egli si occupò anche di far costruire quello che era un ospedale per aiutare i militari spagnoli, l’Ospedale San Giacomo, attuale palazzo del Municipio.

Ma non è tutto oro quel che luccica!

Basta infatti leggere le parole di Benedetto Croce per capire la particolare personalità di Don Pedro:

“Il viceré Toledo, forte del consenso di Carlo V, tenne ad essere non già amato, ma temuto, sciolse le accademie per sospetti di novità religiose e politiche, cercò di reintrodurre l’Inquisizione, e, non pago di domare i baroni, fece sentire il suo pugno pesante sui patrizi, la città e il popolo”.

 

Personaggio ambiguo, amato e temuto, fece tanto per la città, ma nello stesso tempo cercò di imporvi un eccessivo pugno duro di stampo militare che lo fa ricordare anche con un alone di terrore.

Ma nonostante ciò, per quanto il personaggio potesse essere criticabile dal punto di vista umano, nulla toglie alla trasformazione di Napoli in grazie alla sua opera di rinnovazione.

 

 

-Cristina Bianco

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