Istituto Ortopedico Ravaschieri: la storia di una madre che rivoluzionò Napoli

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«Schiava del tempo in cui visse, del paese in cui nacque, degl’impegni e dei preconcetti fra cui svolse la sua vita domestica […] seppe girare tutti questi scogli per giungere ai purissimi suoi fini […]. La schiavitù aguzza l’ingegno, v’insegna a tacere, a fortemente aspettare; a negoziarvi la libertà di parola contro la molto più importante libertà d’azione»

Sono queste le parole con cui Adelaide Pignatelli ricorda la celebre Teresa Filangieri. Fondatrice dell’Istituto Ortopedico Ravaschieri.

Teresa Filangieri nacque nel 1826, a Napoli. Nipote del celebre Gaetano Filangieri, nel 1847 sposò il duca Vincenzo Ravaschieri Fieschi, da cui prese il nome diventando una delle donne più conosciute della seconda metà dell’800: Teresa Filangieri Fieschi Ravaschieri.

Questa figura segnò un’epoca: negli anni in cui le donne non potevano prendere iniziativa, nè potevano entrare nel mondo delle istituzioni, Teresa rivoluzionò Napoli e i ceti più poveri. Assieme a Paolina Craven Laferonnays (filantropa dell’epoca) dedicò la sua vita a questi. Non solo organizzò spettacoli teatrali per beneficenza, ma raccolse anche i più giovani dalla strada prendendoli in casa con sè e liberandoli dall’analfabetismo. Questa donna sembrò non riuscire a stare ferma a guardare, ma aveva bisogno di agire, di sentirsi viva e utile. Propria questa motivazione la spinse in Etiopia dove a capo della Croce Rossa fu un elemento chiave. Anche dopo la missione africana, raccolse i reduci, ospitandoli nella sua villa a di Pozzuoli.

Furono molte altre le imprese che Teresa compì, ma una porta ancora il suo nome oggi. Lei che dimostrò grande solidarietà per quelli meno fortunati, non si tirò indietro quando fu ella stessa ad essere colpita da un’enorme disgrazia. Il matrimonio col duca Fieschi, fu un matrimonio felice. Un uomo dai larghi orizzonti che sempre supportò la moglie (roba assai rara all’epoca), ma qualcosa cambiò nel 1861, quando la loro figlia Lina, nata gracile e debole improvvisamente lasciò questo mondo. Si dice che uno dei dolori più intensi sia quello di una madre che perde il proprio figlio. Un dolore che può distruggere, ma che per Teresa è stato come uno schiaffo che l’ha spinta a prodigarsi sempre di più per gli altri. Promise a sè stessa di aiutare tutti i bambini che, come Lina, soffrivano di malformazioni e di tutti i mali di competenza ortopedica.

Fu così che nel 1900, fu inaugurato l’Ospedale Ortopedico Ravaschieri, in onore di Lina. A Napoli conosciuto non come “il Ravaschieri”, ma come “la Ravaschieri“, poichè forte era il sentimento verso questa donna che aveva saputo trasformare il dolore in qualcosa di incredibile. L’istituto fu uno dei primi a formare l’ortopedia nazionale e a occuparsi di casi che all’epoca non venivano minimamente trattati. Si registra che tra il 1900 al 1905 ci furono ben 2177 ricoveri, un vero record. Oggi lo spirito della Ravaschieri vive ancora e aiuta anche i bambini del Santobono.

Meraviglioso come una sola donna possa aver cambiato la vita di molti bambini di oggi e delle donne del futuro.

 

-Roberta Montesano

Si ringrazia Alex Amoresano per la magnifica illustrazione

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