Telecronaca sportiva: un’innovazione partenopea

Diciamoci la verità, ogni grande appassionato di calcio è abituato e cullato da quella voce che emana la TV ad ogni match sportivo: la telecronaca. Per ognuno di noi è oramai divenuta una vera e propria voce familiare che si diffonde sempre più spesso nelle nostre case. Ma, in passato, non è sempre stato così.

Attila-Sallustro

La nostra attuale telecronaca, quella a cui siamo tutti indissolubilmente legati, vede, ovviamente, la sua antenata nella radiocronaca. Chi non ha passato almeno un pomeriggio della sua vita con una di quelle piccole radioline vicino all’orecchio a soffrire, gioire e disperarsi per la propria squadra, senza però vederla?

Non tutti conoscono però la storia della prima radiocronaca sportiva a Napoli, nata proprio dall’ingegno di alcuni giornalisti locali.

Catapultiamoci nel 1929, a dirla tutta neanche molto tempo fa, durante il match Napoli – Lazio (disputato a Milano nel nuovissimo Stadio San Siro) per l’ammissione al massimo campionato debuttante di Serie A.

Un evento di tale portata non poteva di certo essere tralasciato da un quotidiano come il “Mezzogiorno Sportivo”, un vero e proprio colosso fra i quotidiani sportivi di matrice napoletana. Quell’evento rappresentava una ghiotta occasione per tutti, tanto che si decise, addirittura, di inviare un giornalista a Milano per seguire la partita. La sua missione era quella di assistere alla partita e poi redarre un completo ed accurato articolo che ne narrasse tutti gli eventi.

A noi, probabilmente, tutto ciò potrebbe sembrare molto banale: ogni volta che assistiamo ad un match siamo abituati ad essere circondati da inviati che provengono da ogni città, ma per quell’epoca questa era una vera e propria novità.

La figura dell’inviato sportivo, infatti, non esisteva. Il costo per inviare un giornalista in trasferta era eccessivamente elevato e fu proprio per questo motivo che la notizia di un inviato a San Siro si diffuse ben presto fra i napoletani destando non poco scalpore.

I tifosi napoletani, però, vedere in quell’inviato la loro possibile fonte di notizie: questi, infatti, decisero di riunirsi sotto la sede del quotidiano (Galleria Umberto I) per cercare di ottenere qualche notizia in tempo reale riguardante quell’importantissimo match che era loro precluso.

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Era il 23 giugno del 1929, data che possiamo considerare come di svolta per tutto il mondo calcistico. L’inviato, poco dopo l’inizio del match, chiamò la redazione per fornire delle prime informazioni e venne subito informato del successo che aveva avuto la sua trasferta, tanto da attirare sotto la sede del giornale una folla trepidante in attesa di notizie. Fu proprio in quel momento che si accese la lampadina del nostro ingegnoso giornalista sportivo.

Coinvolgendo due dei suoi colleghi, Michele Buonanno e Felice Scandone, propose di comunicare mano a mano le notizie sull’andamento della partita. Questa idea fu accolta con tanto entusiasmo dagli altri giornalisti, Buonanno stenografava i suoi resoconti e Scandone li comunicava alla folla in tempo reale. Purtroppo, inizialmente le notizie per i nostri tifosi non furono positive dato il momentaneo vantaggio per la Lazio che portava la firma di Spivach…ma le urla di gioia erano proprio dietro l’angolo. I tifosi partenopei, in questo insolito “stadio” della Galleria Umberto, esultarono per il ribaltamento del risultato con i goals di Sallustro ed Innocenti. Lo stesso Scandone era sempre più entusiasta nel vedere quella folla esplodere ogni volta in un fragoroso boato per la gioia del risultato. Senza accorgersene, quei tre giornalisti avevano appena realizzato la prima radiocronaca sportiva di Napoli.

La folla era affamata di informazioni, ma purtroppo, il finale di partita fu un boccone veramente amaro da ingoiare per i napoletani: il match si era, infatti, concluso solamente con un pareggio. Nei giorni seguenti, però, i cuori dei tifosi partenopei si riempirono nuovamente di gioia: la FIGC, infatti, decise di ammettere entrambe le squadre nel massimo campionato di Serie A.

-Cristina Bianco

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