Il ponte della Sanità: una strada tra le nuvole

ponte della sanità

 

Napoli è una città intricata.

Nel sottosuolo un groviglio di cunicoli, sopra un intreccio di vicoli e sopra di essi ancora le regine del cielo: le cupole.

Ma c’è una strada, o meglio, un ponte che osa sostare al livello delle magnifiche strutture che coronano le infinite chiese di Napoli. Un ponte costruito nel 1806, dai francesi, per collegare il centro della città alla Reggia di Capodimonte e superare il vallone della Sanità, si tratta dell’omonimo Ponte della Sanità.

La costruzione del ponte incontrò parecchie difficoltà, poichè la struttura, retta da sei arcate, poggia i propri sostegni in luoghi ben definiti del rione. In particolare la basilica di Santa Maria della Sanità vide uno dei suoi chiostri, quello rettangolare, raso al suolo, e l’altro, conosciuto da tutti per la sua forma ovale, snaturato dall’enorme pilone che ne distrugge tuttora la bellezza.

Oggi questo colosso, che nulla di buono rappresentava, è dedicato a Maddalena Cerasuolo: il ponte è simbolo di rivoluzione e libertà. Poichè durante le quattro giornate di Napoli, nel 1943, i tedeschi decisero di minare il ponte per distruggere il collegamento diretto tra la parte nord della città e la parte antica, ma fu proprio Maddalena a salvare la struttura, ed è per questo che oggi le sue gesta vengono ricordate in una targa accanto all’ascensore della Sanità.

Ma le storie legate al ponte non finiscono qui: nel suo Ritratto veneziano, Gustave Herling cita De Sterlich il quale afferma che nel 1869 numerose erano le persone che sceglievano il ponte della Sanità per levarsi a vita. Divenne così necessaria la presenza di guardie che vegliassero giorno e notte. Grazie a questi controlli serrati i suicidi cessarono per un po’. Ma una notte, il ponte divenne di nuovo strumento di libertà, tant’è che un uomo, nascondendosi dalle guardie, tentò il folle gesto, ma venne acciuffato e portato in questura dove fu costretto a sottoscrivere l’obbligo di non volersi più suicidare.

 

 

È così che finirono questi tristi eventi legati al ponte, che oggi ci consente di ammirare la città da un punto di vista particolare. È possibile quasi toccare con mano la magnifica cupola maiolicata della basilica di Santa Maria della Sanità, come se attraverso gli alti parapetti, che oggi proteggono i passanti da spiacevoli episodi, si potesse accarezzare un animale raro, che altrimenti risulterebbe irraggiungibile dall’altezza umana.

Come si raggiunge:

Metropolitana Linea 1, fermata Cavour, percorrere Via S. Teresa degli Scalzi e prendere l’ascensore Sanità

Foto di Federico Quagliuolo

 

 

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