Gli uomini illustri che vissero nella casa di Armando Diaz

Il palazzo in cui nacque Armando Diaz è poco conosciuto, eppure ospitò le vite di personaggi importantissimi per la storia di Napoli

Nella precedente parte abbiamo scoperto il luogo in cui nacque Diaz: stavolta andremo oltre: chi visse nella sua casa?

Il palazzetto, al quale si restituisce finalmente il nome, Vitale-Sarnelli fu abitato dall’avvocato don Gennaro Vitale che, nel 1820, per primo si stabilì con la sua giovane consorte, donna Marianna, figlia di don Gennaro Sarnelli, ricco avvocato napoletano.

Il matrimonio non durò a lungo a causa della prematura morte di donna Marianna. L’avvocato Vitale nel 1835 si risposò con la nipote donna Adelaide Sarnelli. Fu dopo questo secondo matrimonio che alcuni parenti dei coniugi Vitale si stabilirono nel medesimo palazzo. Donna Giovanna Sarnelli, prima cugina di Adelaide, andò ad abitare al civico 22 dopo aver contratto matrimonio con l’avvocato don Giovanni Battista Cecconi, barone di Grime. Personaggio di una certa cultura e coscienza politica tanto da ricoprire la carica di segretario del Parlamento napoletano nel 1820 e nel 1848.

Nel 1851 nel palazzetto in cui già abitavano i Vitale e i baroni Cecconi, venne ad abitare donna Maria Angela Sarnelli, prima cugina di Adelaide e Giovanna, sposata con don Mattia Cutinelli marchese Salomone e vedovo di donna Teresa Rendina dei Conti di Campomaggiore.

Da queste tre coppie nacquero, tra le mura del palazzetto Vitale-Sarnelli, alcuni personaggi che, se non illustri, con il loro quotidiano lavoro diedero un meritorio contributo alla città e al Paese.

Dai coniugi Vitale nacquero, tra gli altri, Eduardo (n. 1838), Ettore (n. 1844) ed Ernesto (n. 1847). Il Cavaliere Eduardo fu avvocato; conoscitore di diverse lingue tra cui l’arabo e il cinese, fu inoltre professore di lingue orientali presso il Regio Istituto nautico G.B. Dalla Porta e autore di diversi libri.

Ettore fu noto ingegnere; autore di diversi scritti scientifici, contribuì al miglioramento della città, ricoprendo per 34 anni la carica di Presidente della Società per il Risanamento di Napoli. La città di Napoli lo volle ricordare dedicandogli l’intitolazione di un’ampia piazza.

Il Commendatore mauriziano Ernesto fu ingegnere e Maggiore Generale del Genio navale; prese inoltre parte alla politica cittadina divenendo consigliere comunale.

Nello stesso palazzetto nacquero anche alcuni nipoti dell’avvocato Gennaro, tra cui Alberto Vitale (n. 1871) di Roberto. Prima allievo e poi genero del Prof. Ing. Francesco Piccioli, uno dei padri fondatori delle scienze forestali italiane, il Commendatore mauriziano Alberto Vitale fu Ispettore superiore forestale e membro di diverse commissioni governative; quale esperto funzionario, partecipò ai lavori preparatori del Regio Decreto del 30 dicembre 1923, n. 3267, riordinante l’intera legislazione in materia di boschi e di terreni montani.

Dai coniugi Cutinelli nacque, tra gli altri, Emmanuele (n. 1860), grande ufficiale mauriziano e ammiraglio d’armata della Regia Marina, nel 1888 aggiunse al suo cognome quello di Rendina, chiamandosi così come il fratellastro Gioacchino Cutinelli Rendina, senatore del Regno che ugualmente visse per un certo tempo in via Correra.

Dai coniugi Cecconi nacquero Luigi, avvocato, e Irene. Quest’ultima sposò l’ingegnere della Real Marina Ludovico Diaz, da cui nacquero quattro figli, tra cui Armando che, cresciuto tra tanti esempi di virtù e di impegno civico, non fu da meno.

Ad oggi l’unica traccia delle glorie passate del palazzetto Vitale-Sarnelli si rintraccia nell’androne il cui soffitto è abbellito da una decorazione stile impero riportante un monogramma GV, rappresentante le iniziali dell’avvocato Gennaro Vitale, cavaliere del Real Ordine Costantiniano.

Luca Vitale

* Il presente articolo è dedicato a Fabio, il cui padre Angelo Mangone studiò con passione la figura del Generale Diaz.

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