La colonna spezzata di piazza Vittoria

Colonna spezzata

Un oggetto si staglia solitario di fronte al mare, una colonna spezzata, visibile a tutti ma visto da pochi, pronto a raccontare la sua movimentata storia, movimentata come le onde del mare che si infrangono continuamente sulla scogliera sottostante .

Una colonna di palmi trentaquattro e mezzo, e di diametro palmi quattro di marmo cipollazzo che cosa più bella veder non si può, non dico in Napoli ma per l’Italia. È ella ondata d’un color verdaccio, appunto come un’onda marina”. E’ così che Carlo Celano descrive nel suo scritto “Notizie del bello dell’antico e del curioso della città di Napoli”, la famosa colonna del lungomare partenopeo. La colonna si trova infatti a piazza Vittoria, il cui nome celebra appunto la vittoria nella battaglia di Lepanto, combattuta nel 1571, da parte della Lega Santa a discapito della flotta dell’Impero Ottomano.

Questo monumento ne ha passate tante, a dispetto di quanto possa sembrare, e solo in tempi relativamente recenti ha trovato la sua destinazione definitiva. La colonna fu rinvenuta nel XVII secolo durante i lavori di scavo del campanile del Duomo di Napoli e potrebbe essere una delle colonne del teatro di Nerone. All’epoca essa era stata promessa dall’ arcivescovo Ascanio Filomarino alle rappresentanze dei nobili napoletani che avrebbero voluto usarla per la costruzione di un obelisco in onore di San Gennaro. I dissidi ,relativi alla cessione del manufatto a tale scopo, compromisero l’accordo e si diede l’incarico a Cosimo Fanzago di restaurare la colonna , rimasta così fino ai giorni nostri.

Il successore di Filomarino, il cardinale Innico Caracciolo, donò poi la colonna al vicerè Pietro Antonio d’Aragona il quale, a sua volta, la concesse ai padri Teatini. Il 7 agosto 1656 , anniversario della morte dell’allora beato Gaetano da Thiene (divenuto dopo pochi anni santo),ebbe fine la pestilenza che tormentava Napoli e, grazie all’opera di proselitismo portata avanti dai padri Teatini, si decise di erigere una statua dedicata al beato Gaetano. La statua fu collocata su un piedistallo nel 1663, ma non soddisfece i Teatini, i quali volevano un monumento più simile all’obelisco che i frati Domenicani stavano facendo erigere in piazza San Domenico Maggiore.

I Teatini decisero dunque di porre la statua sulla colonna la quale fu trasportata a Largo San Lorenzo poco dopo la dichiarazione di santità del beato Gaetano. Purtroppo però l’idea di avere un monumento così alto in una piazza così piccola non era proprio gradita ai proprietari del palazzo più vicino e così il progetto fu accantonato. La colonna fu posizionata nella chiesa di San Paolo Maggiore per poi finire successivamente nei depositi del Museo Nazionale.

Finalmente poi nel 1859 la colonna è stata riportata alla vita e rimane, tutt’ora, saldamente ancorata di fronte a quel mare di cui ne celebra i caduti.

Gaia Borrelli

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