Il Pallonetto: una storia di alti e bassi

Pallonetto a santa lucia

 

No, non stiamo parlando di un piccolo pallone anche se si tratta di un quartiere verosimilmente nominato così perché d’estate si usava giocare a pallone e alla pilota, annoverato tra i più popolari del centro storico di Napoli.

Figlio illustre di questo quartiere, che sorge come spesso accade a Napoli esattamente di fronte alla Napoli alto locata di Santa Lucia, è Massimo Ranieri nato all’ultimo piano di un palazzetto al civico 41.

Un insieme di vicoletti senza luce né aria, tra case perlopiù a cinque o sei piani, senza simmetria né stile: una con un balcone più basso e una con un balcone più alto, alcune con due finestre molto vicine o un finestrino vicino ad un balcone, altre con un terrazzino.
Il Pallonetto nasce come luogo di abitazione di pescatori napoletani, presso il borgo di Santa Lucia(di cui vi abbiamo già parlato qui) e collega efficacemente i quartieri terrazzati dell’Egiziaca e del Monte di Dio e Pizzofalcone col primo tratto a oriente del lungomare.

Sfruttando pienamente la pendenza del monte su cui sorge, il Pallonetto, una volta bonificata tutta la città durante il Risanamento ottocentesco, sì trovò ad essere un quartiere sollevato ed isolato dalla città urbanizzata, privo così anche di un rapporto solo visivo col golfo di Napoli.
Se in queste giornate d’agosto siete rimasti soli in città, provate a perdervi in questa contorta realtà e vi troverete in un quartiere disposto a scale. Si tratta di una scala un po’ diversa però: affollata, priva di poggiamani, alcuni gradini bassi perfettamente lucidi, altri putridi, altri ancora integri e altri invece squarciati da crepe. Ragazzini che giocano a pallone, che hanno imparato ormai a scansare i motorini che scendono verso Santa Lucia e signore che nei famosi “bassi” tengono socchiusa la tenda della porta di casa o della finestra che dà loro un po’ l’illusione del non essere direttamente in strada.

J.P.Sartre passeggiando per le strade della città disse: “Napoli è una città dai mille volti segreti, tutti veri e tutti diversi”, un po’ quello che mi viene in mente camminando in quella porzione di caos calmo che è il Pallonetto.
– Mariagiovanna Guillaro

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