La storia del ferragosto avellinese

Il ferragosto è una festività celebrata in tutto il mondo, ma ad Avellino assume un ruolo importantissimo, diventando la festa più amata dagli avellinesi: come mai?

 

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Ferragosto! Il giorno più atteso dell’estate.

Bagnanti in festa, ristoranti in fermento, città imbellettate, ma perché si celebra il ferragosto?

Inizialmente tale festa cadeva il primo agosto e deriva dall’espressione latina feriae Augusti che significa “riposo di Augusto”. Andando un po’ per logica è facile capire che questa festività fu introdotta dall’imperatore Augusto nel 18 a.C. In seguito la festa venne spostata al 15 agosto per volere della Chiesa, che la fece far coincidere con l’Assunzione di Maria, rendendo così questo giorno un incontro di sacro e profano.

Ma torniamo alla nostra terra: oggi viaggiamo per la Campania e ci spostiamo precisamente ad Avellino. Infatti, in questa bella città la festa di ferragosto è talmente importante che dura un mese intero! Ma com’è che proprio qui si celebra così in grande una festa che solo ultimamente ha preso piede nelle altre città d’Italia?

La festa di Avellino nasce nel lontano 1758, grazie al signore di Avellino: il principe Marino IV Caracciolo.  Accadde che nel 1757, quasi un anno prima, il nostro Principe si trovava in serie difficoltà economiche, avendo delle tasse non pagate, così si rivolse alla Madre di tutti i fedeli, chiedendo un’intercessione divina: in cambio promise alla Madonna Immacolata di organizzare al meglio la sua festa che cadeva proprio il 15 agosto. Il 13 Settembre 1757 il Principe ricevette la grazia, riuscì a pagare parte dei suoi debiti e subito si mise all’opera per organizzare la festa di metà agosto nel migliore dei modi.

E così, anno dopo anno, la festa è divenuta sempre più lunga e sempre più ricca di tradizioni.

Tra le varie feste celebrate negli anni, alcune edizioni vengono ricordate per essere uniche e speciali: come ad esempio il Ferragosto del 1879, quando il corso di Avellino assunse un aspetto talmente maestoso e ricco di decorazioni da essere paragonato all’epoca alla “strada di Toledo di Napoli”.

Invece, nel 1888, Avellino fu una delle prime città ad usufruire dell’illuminazione elettrica: e quale ricorrenza migliore del ferragosto per farsi vanto di tale tecnologia?

Le due Grandi Guerre segnarono profondamente i festeggiamenti, ma nei periodi di pace tutto fu ristabilito, anzi divenne più ricco ancora, introducendo concerti, manifestazioni e circuiti ciclistici che ancora oggi allietano le persone che invece di partire verso gli angoli più remoti della Terra, preferiscono godere della bella atmosfera e della bella tradizione che da secoli racconta la storia della nostra terra.

 

Si ringrazia Alberto Iandoli e il suo “Storia del Ferragosto Avellinese”

 

-Roberta Montesano

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