O munaciello, aiutaci tu! – Storie di Napoli a Scuola

Passeggiando tra gli antichi palazzi e stradine di Napoli, capita di avvistare una piccola e misteriosa figura che vaga silenziosa, nascosta dal suo cappuccio. Quest'ombra enigmatica è un personaggio che popola il mondo delle fantasie napoletane: o munaciello.

monaciello

Passeggiando tra gli antichi palazzi e stradine di Napoli, capita di avvistare una piccola e misteriosa figura che vaga silenziosa, nascosta dal suo cappuccio. Quest’ombra enigmatica è un personaggio che popola il mondo delle fantasie napoletane: o munaciello.

Celebre è il detto: “O munaciello: a chi arricchisce e a chi appezzentisce”, che designerebbe questo spiritello come seminatore di fortune o di discordie.

Il munaciello è rappresentato solitamente come un ometto di bassa statura che indossa un saio: a seconda del colore di quest’ultimo, gli avvistamenti possono essere di buon auspicio (se il cappuccio è rosso) o un cattivo presagio (se il cappuccio è nero).

Molti credono che la figura del munaciello abbia basi storiche e derivi dalla tormentata e poetica storia d’amore tra Caterinella Frezza e Stefano Mariconda.

Si narra che la loro relazione fosse ostacolata dalla famiglia della ragazza, tanto che un giorno proprio i familiari di quest’ultima si sbarazzarono del povero Stefano sotto gli occhi dell’innamorata. Caterinella, distrutta dal dolore, si rifugiò in convento dove prestò partorì un bambino. Piccolo e deforme, il bimbo crebbe nello scherno della gente e la mamma, per nasconderlo, iniziò a fargli indossare un lungo saio.

La creatività dei napoletani non poté far altro che brulicare ed esplodere trasformando il piccolo deriso in un personaggio con poteri sovrannaturali.

Ora il monaciello, come un caro amico o un parente lontano, vive tra i partenopei.

Lascia monetine e piccoli doni nelle case, quando mette in mostra la sua generosità; ruba o nasconde oggetti, quando porta le vesti di spiritello dispettoso; accarezza le giovani donne ed aiuta gli uomini in difficoltà economiche guidandoli verso un tesoro.

Il monaciello tuttora non accetta di essere deriso quindi attenzione, turista, se un cappuccio nero sbucherà alle tue spalle non sarà per condurti a delle ricchezze!

Gabriella Errichiello

La storia è stata scritta dai ragazzi del progetto Voci di Corridoio – Liceo Sbordone

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