Il Museo Archeologico Nazionale – Storie di Napoli a Scuola

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Atlante, Collezione Farnese

Una meta da non perdere durante una visita a Napoli è certamente il Museo Archeologico Nazionale, uno dei luoghi d’interesse più celebri e prestigiosi di questa città.

Il museo, infatti, vanta la più ricca collezione di manufatti archeologici d’Italia e la sua sezione dedicata all’epoca romana è considerata forse la più importante al mondo.

Il museo si divide in tre sezioni principali: la collezione Farnese, che comprende i manufatti provenienti da Roma e dintorni, le collezioni pompeiane, con i manufatti della zona vesuviana, e quella egizia, seconda in Italia per importanza.

I pezzi di queste sezioni sono stati acquistati o donati nel corso dei secoli da collezioni private, fra cui la sopraccitata collezione Farnese, di proprietà di Papa Paolo III, la collezione Borbone e la collezione Borgia.

Inoltre, si può visitare una sezione topografica.
Per rendersi conto dell’importanza storica del Museo Archeologico di Napoli basta guardarlo dall’esterno: l’edificio che ospita le collezioni, infatti, è uno stupendo palazzo del 1585, costruito sulla necropoli greca di Santa Teresa. Originariamente era una caserma di cavalleria chiamata “Cavallerizza”, e per la sua particolarità e rilevanza architettonica è ora considerato uno dei palazzi monumentali di Napoli.

Nel 1612 nell’edificio viene trasferita l’Università di Napoli, fino a quando, nel 1777, viene tramutato nel Real Museo Borbonico. Dopo l’unità d’Italia e alcuni lavori architettonici iniziati nel 1866, Il museo assume il carattere di Museo Nazionale che ha mantenuto fino ad oggi, venendo dedicato in particolar modo all’archeologia a partire dal 1958.

La collezione Farnese nasce in periodo rinascimentale a opera di Alessandro Farnese, ovvero Papa Paolo III, che dal 1543 inizia a commissionare e a raccogliere ogni genere di opere: dipinti, sculture, disegni e altri manufatti. La collezione fu trasferita a Napoli verso la metà del XVIII secolo. Oggi, è divisa fra il Museo Archeologico nazionale, il Museo di Capodimonte e il Palazzo Reale.
La parte della collezione ospitata dal Museo Archeologico è costituita principalmente da sculture romane e da pezzi d’antiquariato provenienti da Parma e da Roma.
Ad oggi, la collezione Farnese è una delle più importanti testimonianze del Rinascimento scultoreo e pittorico italiano.

Gran parte dei pezzi della sezione pompeiana vengono dagli scavi effettuati a Pompei nella prima metà del XVIII secolo per volere di Carlo di Borbone.
E’ composta principalmente da statue provenienti dall’area vesuviana, da Cuma e dai Campi flegrei (fra cui la miglior copia romana esistente del famosissimo Doriforo di Policleto) e da Mosaici della Casa del Fauno, a Pompei. Inoltre, comprende anche le opere a fondo erotico del “Gabinetto Segreto” e diversi oggetti d’argento, di bronzo, di ceramica e di vetro.

I reperti della sezione egizia coprono un quadro temporale di circa tremila anni di storia, con corredi funerari, mummie, statue e mostre sulla scrittura e le iscrizioni egizie.

La sezione topografica ospita ricostruzioni della topografia campana in varie epoche, dalla preistoria all’età etrusca.
Oltre ai pezzi esposti, si valuta che i magazzini del Museo si estendano per tre piani sottoterra, celando gran parte della collezione.

Chiara Nocera

La storia è stata scritta dai ragazzi del progetto Voci Di Corridoio – Liceo Sbordone

 

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