Estate calda e afosa? Arriva ‘o “patapata ‘e ll’acqua”! Ma perché si chiama così?

siamo proprio in tema, quanti di voi oggi vedendo le amabili condizioni metereologiche hanno esclamato "SI STA PREPARANDO O' PATAPAT E' LL'ACQUA!"? Ma quali sono le origini di questa espressione?

Patapata dell'Acqua

Quanti di voi, vedendo alcune amabili condizioni metereologiche, hanno esclamato “SI STA PREPARANDO O’ PATAPAT E’ LL’ACQUA!“?

 

Ebbene, questo modo di dire ha origini controverse, come ogni cosa che riguarda Napoli.

C’è chi dice che “‘o pat’” in napoletano significa “il padre”, e quindi dicendo “o patapat e ll’acqua!” si voglia intendere qualcosa di più di un semplice temporale cioè “il padre del padre dell’acqua“: qualcosa di immenso, catastrofico, temibile.

 

Invece, per i più dotti, sembra che l’origine etimologica si debba far risalire al greco antico “parapatta“, ovvero “del tutto acqua”. Dal greco pantapais, che significa appunto “del tutto”. La parola, come significato figurato, vuol dire spargere, versare copiosamente tutt’intorno, con un chiarissimo rimando ai temporali.

 

Ancora, una credenza comunissima che, come tutte le antiche leggende sembra la più vera di tutte, fa risalire la nascita dell’espressione alla figura del Padre Abate, la più alta carica ecclesiastica in un monastero: ancora oggi tante nonne, quando si riferiscono ad un evento talmente importante da essere considerato il più grande che sia mai stato visto, parlano del Padre Abate o, in napoletano, “Pat’ abat'” che, storpiato, diventa il nostro patapata.

Una versione diversa di questa storia si trova proprio con un riferimento ad un ignoto Padre Abate napoletano, vecchio e severissimo, che minacciava continuamente le punizioni più feroci ai monaci che avessero fatto anche le più piccole trasgressioni alle rigidissime regole dell’ordine. Da qui, nell’immaginario comune si diffuse la figura del Padre Abate come un personaggio ferocissimo e cattivo che augurava gli eventi più devastanti e disastrosi: peggio del patapata non c’è proprio nulla!

 

Ma la lingua napoletana non si ferma qui: una volta passato il temporale o proprio nei momenti che precedono il diluvio c’è una leggera pioggerellina, un gocciolare fastidioso e poco pericoloso: precisamente, schizzichea: non esiste in Italiano un termine equivalente per indicare questo evento.

 

Foto di Brunello de Vita

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