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I fantasmi di Palazzo Donn’Anna

Oh, divini, divini fantasmi! Perché non possiamo anche noi, come voi, spasimare d’amore anche dopo la morte?

Ogni notte di luna piena, sulla terrazza di Palazzo Donn’Anna compaiono due fantasmi che si abbracciano. Niente più che ombre, il ricordo di chissà quale amore perduto. Il mito vuole che sia l’anima della nipote di Anna Carafa, una delle donne più belle del mondo, innamorata perdutamente di Ramiro De Guzmàn, duca di Medina.
Lui e lei avevano una caratteristica: l’ambizione e la fame di potere e denaro, tant’è vero che in appena un anno diventarono il vicerè e la viceregina di Napoli.
Vollero allora costruire una casa degna della loro potenza e scelsero un antico villino, chiamato “La Serena“.
La villa più bella doveva essere costruita dall’architetto più bravo: fu affidata a Cosimo Fanzago la progettazione della immensa struttura che, già durante la sua costruzione, ospitò le feste più belle, vide il lusso più sfrenato dell’alta società napoletana del ‘600. 

Desiderosa e vogliosa di sfruttare la sua bellezza, Donn’Anna tradiva continuamente suo marito durante i suoi viaggi in Spagna, fin quando non si innamorò perdutamente di uno dei suoi tanti giovani amanti, tale Gaetano di Casapesenna, “il più focoso di tutti gli uomini“, diceva lei.

Il destino fu però beffardo: durante una delle tante feste sulle terrazze del palazzo, proprio Gaetano si innamorò di Mercedes de Las Torres, la giovanissima e bella nipote di Donn’Anna ed iniziò una frequentazione clandestina fra i due.

Il fantasma di Palazzo Donn'Anna nel magnifico disegno della nostra Laura Capuano

Il fantasma di Palazzo Donn’Anna nel magnifico disegno della nostra Laura Capuano

Dopo poco tempo, Anna scoprì che la sua peggior nemica era la sua stessa nipote e, in un impeto d’ira, uccise Mercedes facendone sparire il corpo.
Gaetano si disperò. Cercò la sua giovane amata per mari e per monti, giurando di reincontrarla qui o in un altro mondo.
Dopo l’improvvisa morte del marito, Donn’Anna rimase sola nella sua bellissima villa. E morì della malattia dei poveri: i pidocchi.

Nonostante l’odio di Donn’Anna, l’amore dei due giovani fu così forte da ricondurre le loro anime proprio sulle terrazze del palazzo che li fece incontrare e, sciaguratamente, li separò.
In realtà, però, la storia di Donn’Anna potrebbe essere solo una versione diversa di un’altra leggenda popolare ambientata proprio nello stesso luogo, ma ai tempi in cui sorgeva la villetta “La Serena”: la Regina Giovanna, salita al trono di Napoli a 16 anni, era in pessimi rapporti con il suo promesso sposo e pretendente al trono, tale Andrea D’Angiò.
Lui era un uomo rozzo, dalle brutte maniere ed assai schietto e semplice nel modo di porsi, mentre lei era una ragazza amante della lussuria, delle raffinatezze e degli intrighi che popolavano tutte le corti medievali del suo tempo.

Si dice, infatti, che Giovanna, passata alla storia come la più bella donna mai nata a Napoli, desiderasse impiegare la sua bellezza per fini ben poco nobili: quando il marito si assentava, si travestiva da popolana e, di notte, con i suoi capelli rossi e gli occhi azzurri come il cielo, adescava i pescatori più belli e prestanti di Posillipo, portandoli in una villetta

Conclusosi il sogno notturno d’amore, Giovanna, con un pugnale, sgozzava e gettava giù dai balconi del palazzo i malcapitati, mischiando il rosso dei suoi capelli con il sangue dell’amante.

Andrea non se la passò meglio: morì ad Aversa, impiccato al balcone di un palazzo durante una festa. Si dice che Giovanna si trovasse nelle vicinanze e, infastidita dalle urla del marito appeso nel vuoto, chiese di chiudere le porte della sua camera da letto per sentir meno rumore.

E così, nella storia medievale, i due fantasmi di Palazzo Donn’Anna non sono altro che la realizzazione di un sogno di uno dei tanti amanti uccisi che, ogni notte, torna ad unirsi con Giovanna.

(…c’è anche una versione ancora più macabra: di notte, stando nei sotteranei di palazzo Donn’Anna, si dovrebbero sentire ancora le urla degli amanti uccisi!)

-Federico Quagliuolo

Author: Federico Quagliuolo

Giornalista e fotografo napoletano, classe 1992. Specializzato in fotografia di eventi, fotogiornalismo e still-life. Speaker per Radio CRC e studente del Master in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa. Sono il fondatore del gruppo Storie di Napoli, che oggi conta più di 60.000 iscritti su Facebook, due libri pubblicati e svariati premi nazionali. Amo i gatti, la fotografia, la Vespa e il Napoli. Ex studente del Liceo Sannazaro ed ho conseguito la laurea ad ottobre 2017 in Giurisprudenza all’Università Federico II. Finalista nel 2011 e 2012 per il premio nazionale di giornalismo Alboscuole, ho poi lavorato per diversi giornali, fra cui Il Denaro e l’Inchiesta Napoli, oltre ad aver diretto il magazine della facoltà di Giurisprudenza. Innamorato della ricerca storica, dei palazzi abbandonati e delle leggende antiche, sogno di poter raccontare un giorno in TV le storie di tutte le città che visiterò.

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