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Napoli Notturna 47: la storia di Agrippina e la sua tomba

 

 

Agrippina, Tomba Napoli

Nella Terra di Bacoli aleggia ormai da millenni una vicenda che raccoglie in sé realtà e leggenda: l’omicidio di Agrippina.

Giulia Agrippina Augusta nacque nel 15 d.C. da Germanico, un condottiero romano fratello di Claudio, il quale di lì a decenni sarebbe diventato l’imperatore che noi tutti conosciamo.
Caratterizzata dal suo forte carisma, Agrippina fu insignita del titolo di Augusta dal senato, e fu l’unica donna a riuscire ad assumere un potere paragonabile a quello di un imperatore romano.

Il suo carattere forte e impetuoso convinse Claudio, al tempo imperatore, a sposarla nel 49, nonostante l’ovvio scalpore che poterono scatenare le nozze tra un imperatore e sua nipote.
Cionondimeno Agrippina convinse suo marito a far sposare suo figlio Nerone con Claudia Ottavia, facendone così l’erede al trono.

Dopo la morte di Claudio nel 54, Agrippina ebbe la possibilità di sviluppare a pieno le sue facoltà: Nerone venne proclamato Imperatore, ma essendo ancora giovane fu la madre ad occuparsi con gran fermezza delle faccende più importanti.

Col tempo tuttavia Nerone cominciò a sentirsi oppresso dalla figura materna, cominciò ad attorniarsi di consiglieri tra i quali Seneca e tradì Ottavia, provando così ad alleggerirsi dall’ombra di Agrippina. Inoltre comandò l’uccisione Britannico, figlio di Claudio a cui la Augusta si avvicinò nel frattempo.

Le nozze con Poppea furono un altro passo importante nella vicenda: la nuova moglie persuase Nerone a comandare gli omicidi di Ottavia e della madre.

Qui giungiamo al dunque, ovvero all’incredibile storia del matricidio: Nerone fece affondare la nave dove si trovava Agrippina dopo una festa a Baia; nella stessa nave si trovava una compagna di Agrippina che, per farsi salvare – inconscia del fatto che l’affondamento della nave era di fatto un tentato omicidio dell’Augusta – sostenne di essere Agrippina mentre gridava aiuto. Il risultato fu la sua uccisione colpita in testa dai remi dei complici di Nerone. La vera Agrippina fu testimone dell’accaduto, e nuotò fino alla riva salvata da dei pescatori che la trasportarono ad una villa nei pressi di Lucrino.

La sua fortuna però si esaurì, e Nerone inviò dei sicari ad ucciderla una volta e per tutte. Il corpo venne poi sepolto frettolosamente a Miseno. Nel tempo venne attribuita come suo luogo di sepoltura la oggi detta Tomba di Agrippina, sita nella Marina Grande di Bacoli.

In realtà la suddetta altro non è che un odeion, ovvero un piccolo teatro di una villa marittima. Questo venne nel tempo trasformato in un ninfeo, le cui decorazioni (figure femminili, mostri marini, cigni, delfini) richiamano il tema dell’acqua; in effetti in questa struttura si svolsero spettacoli con annessi giochi acquatici. Attualmente il monumento non è purtroppo visitabile, ma è possibile osservarlo dall’esterno.

E infine, la leggenda: alcuni abitanti di Bacoli sostengono di aver visto il fantasma di Agrippina vagare nei pressi della tomba nelle notti estive di luna piena, presumibilmente in cerca del suo amante; è stata vista pettinarsi i suoi lunghi capelli, usando come specchio le onde del mare, ma non appena ci si avvicina lei fugge via, lasciando dietro di sé una scia di inebriante profumo.

Insomma, Agrippina fu una donna eccezionale e unica, non solo per la dinastia Giulio-Claudia, ma anche e soprattutto per la storia dell’Impero romano, e la sua storia non ha potuto che fondersi con una Leggenda che la vede seducente e ammaliante, ma allo stesso tempo forte e maestosa.

 

-Guido Daniele Villani

Author: Guido Daniele Villani

Studio Medicina e Chirurgia all'Università degli Studi di Napoli Federico II; è dal 2011 che ho cominciato a scattare foto, amo immortalare i paesaggi e i posti che mi circondano e mi hanno circondato, e ancora di più poter condividere tutto ciò.

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