Fuorigrotta dimenticata: la prima tomba di Leopardi

Chiesa di San Vitale Martire

 

Ritorniamo anche oggi a Fuorigrotta! Pensavate che fossero finite le cose da vedere eh?

Ed invece, nei pressi della fermata Piazza Leopardi, proprio a pochi passi dall’Editto del ‘700 sorge la chiesa di San Vitale Martire.

L’edificio che vediamo oggi richiama le classiche forme fasciste: volumoni dai materiali preziosi, cupolona al centro e simmetria ovunque, per ricordare l’impero romano e la sua potenza. Ma cosa si nasconde sotto questo colosso? E perchè la fermata della metro si chiama proprio così?

Un filo invisibile tiene insieme questi due elementi così diversi ma entrambi legati ad un personaggio misterioso, che da sempre ha affascinato gli italiani: Giacomo Leopardi.

Ora, come ben sappiamo, la tomba di Leopardi, si trova al Parco Virgiliano dal 1939, il nostro caro Giacomo morì nel 1837: dove ha passato questi anni? Ed è qui che arriviamo al nocciolo della questione, al succo della faccenda, al legame indissolubile ma celato ai più che lega uno dei nomi più famosi di Italia a Fuorigrotta.

La chiesa prima del fascismo
La chiesa prima del fascismo

Ebbene, dal 1844 al 1839, la tomba del poeta era proprio nella chiesa di San Vitale! Qualche anno dopo, nel 1897, la tomba fu dichiarata Monumento Nazionale e la chiesa fu tirata a lucido per l’occasione. Il nome della piazza antistante fu denominata Piazza Leopardi e per rendere ulteriormente omaggio al poeta, la stazione della direttissima, inaugurata nel 1927, fu chiamata nella medesima maniera.

Questa fantomatica piazza oggi non esiste più e con essa neanche la chiesa, distrutta dal fascismo per far posto al grande Viale Augusto e allo slargo di Piazza Italia. Il resto della storia lo conosciamo, la tomba del poeta fu spostata nel verde parco, accanto al grande Virgilio. E la chiesa?

La chiesa che vediamo in alto fu costruita nel dopoguerra, nelle vicinanze dell’antica chiesa. Anche questa prende il nome di Chiesa di San Vitale, e in particolare per ricordare l’antico passato che nessuno sembra conoscere, al suo interno conserva due dipinti del Giordano, che sembrano dar solennità ad una chiesa che seppur dalle forme pesanti vorrebbe ricordare i dolci ricordi del naufragar.

-Roberta Montesano

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