Bartolommeo Capasso e l’amore per la storia di Napoli

Oggi compie duecento anni uno dei più grandi storici di Napoli. Per tutta la sua vita lavorò all'analisi e alla raccolta di informazioni sulla storia del Regno di Napoli e, infatti, molte notizie le conosciamo proprio grazie al suo lavoro.
Lapide Bartolommeo Capasso

L’avete mai notata la lapide di Bartolommeo Capasso su questo palazzaccio rovinato, perso nei vicoli del Borgo Orefici, al Porto?
Esattamente duecento anni fa in questo palazzo nacque uno dei più grandi studiosi della storia di Napoli, che oggi ha visto crudelmente abbandonata la sua memoria.

Siete mai entrati nell’Archivio di Stato di Napoli? Lì, in un atrio antichissimo c’è il busto di Bartolomeo Capasso. Nome un po’ desueto, cognome ancora diffusissimo, è stato uno di quei rari napoletani passato alla storia di Napoli e dintorni, perché di questa storia si è occupato tutta la sua vita. Nacque, infatti, a Napoli da genitori di Frattamaggiore, il 22 febbraio 1815. All’età di nove anni iniziò a frequentare il seminario in città, poi si trasferì a Sorrento dove proseguì gli stessi studi.
Il 1844 fu un anno importante, non solo per Agata Panzetta che lo sposò, ma anche per la Società storica napoletana che venne fondata da Capasso e Carlo Troya.
Da questo momento fino al 1855 si dedicherà a una serie di scritti magistrali, come “Sull’antico sito di Napoli e Palepoli. Dubii e conghietture”. Il proprio legame con Sorrento, verrà presto meno e Capasso rientrerà a pieno titolo nella vita napoletana!
Oggi, infatti, a Capasso è stato dedicato proprio quelll’atrio dell’Archivio di Stato di Napoli, perché di quest’ultimo fu dal 1882 al 1900 (anno della morte) Direttore Soprintendente.
Ed in questo luogo egli è riuscito a fare molto più di un semplice dipendente statale. Si è dedicato con particolarissimo amore al riordinamento della cancelleria degli ex regnanti angioini; ha documentato tutta la storia dei regni normanni e greci che interessarono tutto il meridione italiano. E così anche se il nostro Capasso sembra un uomo assai lontano nel tempo, vien da pensare che sia un uomo molto più contemporaneo di quelli che credono di Napoli si debba solo sapere come pulirla, ordinarla e tagliarla fuori da una storia che non riguarda e nessuno più vuole conoscere.

-Lisa Davide

Seguici su Facebook!

Written By
More from Lisa Davide

Sant’Eligio, patrono di orafi e orologiai

  Foto di Valerio Iovane e testo di Lisa Davide. Sant’Eligio a...
Read More