La magia del sottosuolo del Rione Sanità

Fra i tanti volti affascinanti di Napoli c’è, senza dubbio, la sua dimensione sotterranea, ancora in gran parte sconosciuta. C’è, infatti, un’area molto vasta, ignota alla maggior parte dei Napoletani, rappresentata da un’antica necropoli di epoca Ellenistica che giace, letteralmente, sotto i palazzi del rione Sanità.

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Fra i tanti volti affascinanti di Napoli c’è, senza dubbio, la sua dimensione sotterranea, ancora in gran parte sconosciuta. C’è, infatti, un’area molto vasta, ignota alla maggior parte dei Napoletani, rappresentata da un’antica necropoli di epoca Ellenistica che giace, letteralmente, sotto i palazzi del rione Sanità.

Questo sito, dal valore storico e culturale inestimabile, è venuto casualmente alla luce dopo i danni provocati dal terremoto del 1980 ad alcuni antichi stabili del rione Sanità. Fino ad allora, infatti, non vi era traccia di esso né nei testi specifici né, tantomeno, nella memoria degli abitanti del luogo.

Durante i sopralluoghi per verificare la staticità di un fabbricato di via S. maria Antesaecula(un nome che è tutto un programma)si scoprirono a circa 5 metri sotto il livello stradale, alcuni ambienti ,poi identificati dagli esperti come tombe “ a camera”, risalenti al V-IV secolo A.C.. Questo complesso funerario, posto nel sito che, all’epoca, configurava l’area extramoenia di Neapolis destinata sin dall’antichità al culto dei defunti, era appannaggio delle famiglie aristocratiche dell’epoca, cosa testimoniata dall’eleganza dei reperti ritrovati e dalla complessa struttura delle camere funerarie. Gli ipogei rinvenuti sono più di uno, due dei quali sono nella via suddetta , mentre un altro è sito in via dei Cristallini.

La fotografia si riferisce ad uno degli ipogei di S.Maria Antesaecula, il cosiddetto Ipogeo dei “Togati”, il cui nome è dovuto proprio al reperto di questo altorilievo, che rappresenta una cosiddetta scena di “fides”, ovvero di commiato funebre. Si possono notare una figura femminile che indossa il tipico chitone, ed una figura maschile che indossa una toga e calza calcei. Purtroppo, la presenza delle fondamenta dell’edificio soprastante ha reso finora molto difficile il recupero di questo complesso di immenso valore storico. Di esso si occupa un’associazione culturale, Celanapoli, che senza alcun aiuto da parte delle istituzioni sta cercando da anni di divulgare la presenza di quest’area e di portarne alla luce almeno una parte. Attualmente, è possibile visitare ciò che è emerso dell’ipogeo dei Togati e dell’adiacente ipogeo dei melograni, così definito per la presenza di una cornice affrescata che rappresenta dei melograni, tipico simbolo funebre.

Non si può esprimere l’emozione che si prova nell’abbandonare la dimensione della superficie, con il suo frastuono e la sua vitalità, per entrare, attraversando una semplice porta e scendendo per una ripida scalinata, nel regno del silenzio e dell’altrove, al cospetto di un luogo di culto di migliaia di anni fa.

Napoli è questo: luce ed ombra, chiarezza e mistero, ma sempre emozione.

-Gaia Borrelli

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