Quando Napoli stava per diventare la capitale d’Italia con Re Ladislao

Quattrocento anni prima del Risorgimento, in Italia un giovanissimo re provò ad unificare il paese sotto un'unica corona. Si chiamava Ladislao ed era il Re di Napoli: la sua fantastica storia

E se Napoli fosse stata la prima capitale d’Italia?
La storia del Re che volle unire l’Italia quattrocento anni prima del Risorgimento.

Sì, via i Savoia e via i Borbone. Via Garibaldi e via Mazzini. Non erano neanche nati.
Ci troviamo in pieno medioevo, sotto il regno di Re Ladislao I, che riposa in questo mausoleo gigantesco nella chiesa di San Giovanni a Carbonara.

Correva l’anno 1399 e l’intero Sud Italia era sconvolto da guerre fra piccoli feudatari, dopo i disastrosi regni di Giovanna I e Carlo III.
Fra le spade, il sangue e le lotte dei baroni di Puglia e di Calabria, emerse con ferocia e forza un giovanissimo Ladislao.
E, come oggi un ragazzo di 23 anni sogna di finire gli studi ed avere successo nella vita, Ladislao alla stessa età sognava di conquistare il mondo.
Giovane, ambizioso, pazzo e coraggioso: i suoi sogni erano più grandi del mondo in cui viveva, ma per lui questo non era importante. In qualche modo sarebbe diventato l’imperatore più potente d’Europa partendo proprio da Napoli.

Con il suo atteggiamento ribelle e sfrontato, trovò solo nemici sulla sua strada: odiato dai francesi, dal Papa e dall’Antipapa, da tutto il Nord italia e dagli stessi nobili napoletani, Ladislao non aveva problemi nell’infliggere lutti a chiunque si mettesse contro di lui.
Zittiti tutti gli avversari interni, Ladislao partì verso il suo sogno: lanciò l’esercito napoletano alla conquista dell’Italia intera e, chissà, forse anche alla volta dell’Europa.
Spazzò via in due anni l’intero Stato Pontificio; il nord Italia già tremava e chiedeva aiuto a Luigi d’Angiò, che scese dalla Francia per fermare Ladislao.
Tempo sprecato: i francesi furono annientati e costretti alla ritirata, Roma fu saccheggiata e Firenze era l’ultima roccaforte libera dal controllo di Napoli.

Era il 1414 e Ladislao stava per toccare con mano la corona che lo avrebbe trasformato nel Re d’Italia: non esisteva nemico che non tremasse di fronte al suo sguardo e si diceva addirittura che non potesse essere ucciso da nessun uomo vivente.
Verissimo: non fu un uomo, ma una malattia a portar nella tomba Ladislao a soli 38 anni, proprio mentre stava partendo alla conquista di Firenze.

Napoli e l’intero suo regno caddero nel caos e, dopo di lui, regnò l’anarchia fino all’arrivo degli Spagnoli.

Per vedere l’Italia unita, invece, bisognerà aspettare quattrocento anni e la futura capitale si chiamerà Torino. E Ladislao sarà cancellato dai libri di Storia.

-Federico Quagliuolo

 

P.S.
La morte di Ladislao è proprio un mistero e ci sono due pensieri in merito:

la cronaca dell’epoca era convinta che fosse stato avvelenato dai suoi nemici fiorentini. D’altronde, era una morte strategica e misteriosa, proprio come quella di Alessandro Magno. Uccidere Ladislao significava liberarsi del nemico numero uno di mezza Europa.

Dall’altro lato, gli storici moderni imputano la morte alle abitudini sessuali del Re.
Ladislao era infatti solito perdersi nei riti sessuali più folli e dissoluti come nelle feste dell’antica Roma e, molto probabilmente, deve aver contratto una malattia proprio per le condizioni igieniche pessime dell’epoca.

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