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Napoli Notturna XXVIII: Il Borgo di Capodimonte

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Per la puntata numero 28 di Napoli Notturna fuggiamo di nuovo ai margini della città, alla ricerca degli antichi villaggi che esistevano prima che Napoli diventasse una metropoli: lo conoscete il Borgo di Capodimonte?
Fino al 1700, qualunque napoletano vi avrebbe risposto di no.

Nulla di strano: prima della costruzione della Reggia, qui c’erano una decina di case che si concentravano attorno ad una chiesetta del 1500, costruita per dar conforto ai pochi contadini che si radunavano nella piazza di un paese che oggi neanche conosceremmo, se non lo avesse salvato… la moda francese.

Capodimonte sembrava destinato a rimanere un anonimo casale al di fuori di Napoli, finché Re Carlo III non costruì una gigantesca residenza con una tenuta di caccia, che diversi anni dopo sarebbe diventata il Bosco.
Il Re decise inoltre di stabilire in loco una delle fabbriche di porcellane più famose del mondo, portando il piccolo villaggio ad ospitare i migliori artigiani del Regno.
L’idea di possedere una “casa vacanze” vicino alla città era, infatti, una moda nata proprio a Parigi nel ‘700 che Napoli immediatamente adottò, come accadeva con tutte le mode francesi del tempo.

E, se Parigi non poteva godere di panorami così belli da sembrare quadri, Napoli con Capodimonte si regalò uno dei “villaggi vacanze” più belli del mondo intero: per rimanere vicino al Re, quasi tutte le famiglie nobiliari fecero costruire decine di ville lungo tutti i Colli Aminei, molte di queste ancora esistenti.

E così il Villaggio di Capodimonte diventò straniero in casa propria: nel via vai delle carrozze dei Borbone, di Napoleone, dei Savoia e di tutti i nobili, il Borgo rimaneva una piccola accozzaglia di casette attorno ad una chiesa, popolata ancora da umili lavoratori della terra ed artigiani che mal figuravano vicino ai magnifici regnanti che passavano per quelle strade di campagna.

Neanche la speculazione edilizia è riuscita a distruggere del tutto il Borgo: il terreno era così sconnesso ed impervio da far preferire la costruzione di edifici nei terreni dello Scudillo, oltre a devastare completamente i vicini villaggi di Marianella e San Rocco, che invece ebbero una brutta sorte. L’unica vera colata di cemento ci fu con la costruzione del Rione Lieti, alla destra dell’antico villaggio.

Un po’ come Villaggio Due Porte, il Borgo di Capodimonte è sopravvissuto e racconta ancora la sua antica ed umile storia.

Buonanotte a chi ama Napoli

-Federico Quagliuolo

Author: Federico Quagliuolo

Giornalista e fotografo napoletano, classe 1992. Specializzato in fotografia di eventi, fotogiornalismo e still-life. Speaker per Radio CRC e studente del Master in Giornalismo dell’Università Suor Orsola Benincasa. Sono il fondatore del gruppo Storie di Napoli, che oggi conta più di 60.000 iscritti su Facebook, due libri pubblicati e svariati premi nazionali. Amo i gatti, la fotografia, la Vespa e il Napoli. Ex studente del Liceo Sannazaro ed ho conseguito la laurea ad ottobre 2017 in Giurisprudenza all’Università Federico II. Finalista nel 2011 e 2012 per il premio nazionale di giornalismo Alboscuole, ho poi lavorato per diversi giornali, fra cui Il Denaro e l’Inchiesta Napoli, oltre ad aver diretto il magazine della facoltà di Giurisprudenza. Innamorato della ricerca storica, dei palazzi abbandonati e delle leggende antiche, sogno di poter raccontare un giorno in TV le storie di tutte le città che visiterò.

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