La Torre del Palasciano: Firenze, Napoli e leggende di fantasmi

Anche da lontanissimo si riesce a scorgere questa strana torre rossa che capeggia sulla strada dei Ponti Rossi. Apparteneva a Ferdinando Palasciano, il fondatore della Croce Rossa ed uno dei medici più famosi di tutti i tempi. Ed oggi che fine ha fatto?

Guardando da vicino questa torre, viene una sensazione di deja vù: non ricorda la torre di Palazzo Vecchio a Firenze?
Non poteva infatti mancare un collegamento tra Napoli e Firenze, due fra le città più colte e raffinate d’Italia.

A Napoli la chiamiamo “Torre del Palasciano“, in onore del medico Ferdinando Palasciano, colui che fu il precursore ed ideatore della moderna Croce Rossa e l’ideatore dei principi della Convenzione di Ginevra del 1864.

La forma della torre non è affatto casuale: dopo aver acquistato nel il terreno di tutta la collina di Miraidois dal collega Domenico Cotugno (ancora si dibatte se “miraidois” sia una storpiatura napoletana spagnolomira a todos“, “guarda a tutti”, oppure sia il nome di una antica famiglia nobiliare che viveva lì), decise di costruire una villa nella quale avrebbe passato gli ultimi giorni della sua vita, innamorato perdutamente del panorama della città di Napoli.

Nel 1868 fu ultimata la costruzione della torre, sul modello di Firenze, per coronare un sogno d’amore: la torre, infatti, fu dedicata anche alla moglie Olga don Wavilow, una nobildonna russa, che, preoccupata, sull’imbrunire scrutava con il binocolo le strade di Capodimonte in cerca della carrozza del marito, dato che all’epoca la zona era infestata da banditi.
D’altro canto, la torre rappresentò anche un regalo che volle farsi lo stesso Palasciano, dato che amava guardare le albe ed i tramonti sul golfo di Napoli.

L’età però avanzava e, assieme alla vecchiaia, arrivarono malanni sempre più gravi, ma il medico non si arrese neanche di fronte ad un corpo che non si muoveva più.

Negli ultimi anni della sua vita, paralizzato ed in preda ad una grave forma di demenza senile, con vicino solo la moglie e pochi amici strettissimi, sperava sempre di poter tornare a vedere i tramonti dal suo amato terrazzo. Morì nel 1894, senza potersi più muovere dal letto.

Inaspettatamente fu proprio la morte ad essere la migliore amica di Palasciano, la stessa morte che, da medico, provò a combattere per settant’anni: sin dai primi del ‘900, infatti, si è diffusa una leggenda secondo cui, guardando la torre all’alba o al tramonto, si vedrà anche la silhouette di un uomo affacciato ai balconi della torre.
Così, dopo la morte, il fantasma di Palasciano è tornato a rimirare l’orizzonte, come sempre fece l’uomo quand’era in vita.

-Federico Quagliuolo

Dopo sessant’anni di abbandono, è diventata un Bed and Breakfast, “La torre di Ro'”

Il panorama che si vede dai balconi della torre
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